Addio al visionario “padre” di Capitan Harlock, ambientalista della prima ora

Articolo

Un Pirata ci ricorda l’importanza di difendere i propri valori e ad assumerci le nostre responsabilità, anche quando questo può risultare impopolare o non conveniente individualmente

Articolo di martedì 28 febbraio 2023
Protagonisti
Leiji Matsumoto
Autrice
Laura Bajardelli
vedi altri articoli di Laura Bajardelli

La notizia della morte di Leiji Matsumoto è stata resa nota sulla stampa giapponese solo il 20 febbraio. È stato autore di numerosi “manga” di successo, sia come testi illustrati sia come film di animazione. La stragrande maggioranza dei giapponesi legge manga, mentre da noi è più diffusa la forma del “cartone animato” come si diceva una volta e, anche grazie a una sigla trascinante, molti ricordano vividamente Capitan Harlock, creato nel 1977 e trasmesso per la prima volta in Italia su Rai2 nel ’79.

Erano gli anni nei quali il Giappone fronteggiava una grave forma di inquinamento ambientale con conseguenze gravi per l’uomo e gli animali: il morbo di Minamata causato dal’mercurio organico scaricato da un impianto industriale nella Baia di Minamata e assorbito da pesci e molluschi; la malattia itai-itai, che scoppiò nel bacino del fiume Jinzu-gawa, i disturbi respiratori delle cinture industriali di Tokyo-Yokohama, Nagoya e Osaka-Kobe, e l'avvelenamento cronico da arsenico del distretto di Toroku. Alla priorità data alla rapida crescita economica e all'abbassamento degli standard per la protezione della salute e della sicurezza della popolazione, seguirono le rigide contromisure legislative per proteggere l'ambiente.

Era anche l’epoca delle prime missioni nello spazio e della insaziabile curiosità su fantascienza, robot e creature misteriose, e cosi i cartoni animati ci tenevano attaccati allo schermo, puntata dopo puntata.

Capitan Harlock aveva qualcosa in più degli altri cartoni, cito a memoria tratti della sigla: “Il suo teschio è una bandiera che Vuol dire libertà, vola all'arrembaggio però un cuore grande ha / Fammi volare Capitan senza una meta, tra i pianeti sconosciuti per rubare a chi ha di più.”. Evidentemente il protagonista è un pirata dello spazio dal cuore buono, che si riscatta rubando a chi ha di più per donarlo a chi ne ha bisogno. Il vero messaggio di questo manga credo si sia capito però solo attraverso il film d’animazione del 2014: al centro della trama il tema ecologista e la formazione di una coscienza ambientale. Il Capitano è un mentore ruvido e di poche parole del giovane prescelto a guidare la rivolta contro l’oppressore, che fintamente si dichiara difensore del Pianeta terra, e compiere la vera missione: svelare a tutti che il Pianeta Terra non può essere la terra promessa, la casa alla quale tornare dopo le peregrinazioni tra i pianeti, dato che il pianeta è in realtà una landa desolata, tanto tempo prima prosciugata e distrutta dall’avidità e dall’incuria umana che assumono la forma di una materia oscura che ha invaso il pianeta. Inevitabilmente, l’immagine che tutti vedono è una finzione, un ologramma necessario a mantenere vivo il sogno e quindi l’equilibrio costituito dai tiranni. Ma la speranza non è morta, un fiore è riuscito a crescere in mezzo alla materia oscura.

Il mistero sopracitato era il seguente: la Terra, bella, florida e rigogliosa, come tutti la vedevano e la immaginavano non era altro che un’illusione, infatti vari satelliti avevano creato un ologramma per coprire una visione molto meno gradevole. Il pianeta azzurro era invaso dal Dark Matter (materia oscura), un elemento alieno che aveva divorato, trivellato e sterminato ogni forma di vita terrestre, nonché deformato la conformazione del pianeta stesso; ma è proprio la confessione del colpevole che lascia tutti senza parole: Harlock era l’artefice della distruzione effettiva del pianeta, circondato dagli ologrammi per non togliere agli uomini la speranza di poter, magari un giorno lontano, tornare sul suolo natio. Di colpo la Legione di Gaia passa dalla parte della ragione (o quasi) mentre il protagonista sprofonda nei terribili ricordi della sua gioventù raccontando a tutti il perché di quel gesto. E il Capitano, che si scoprirà essere responsabile della distruzione del pianeta, scosso anche dal giovane prescelto che sarà il suo successore, decide di riscattarsi dando una possibilità alla Terra.

Un messaggio attuale che motiva ad andare oltre il pensiero comune, lottare per i propri ideali e ad assumersi la responsabilità dei propri comportamenti. Oggi i cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti, pochi ancora si ostinano a negarli. Però quando si deve passare alle azioni concrete per cercare di fermare il declino del pianeta ed eventualmente invertire la rotta, allora nonostante il fiore sia spuntato a dare speranza, ecco che riemerge l’individualismo e il calcolo egoistico della propria convenienza. Bisognerebbe fare come le formiche, che sono individui eusociali, disposti a rinunciare a una parte di sé per il bene comune.

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