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Adescati in chat e ricattati con video hot: rintracciato il presunto colpevole a Milano

Due giovani vittime di sextortion tra Rimini e Monza: adescati in chat, ricattati con video hot. Le indagini portano a un 30enne a Milano.

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Tutto comincia con un semplice “scusami, ho sbagliato numero”, il messaggio che due giovani — un 25enne di Rimini e un 26enne di Monza — ricevono nella primavera 2023. Un contatto apparentemente casuale, che in pochi giorni si trasforma in un vortice di attenzioni, seduzione e, infine, ricatto. Una strategia ormai nota nel mondo della sextortion, ma che continua a mietere vittime.

Dalla chat al ricatto: la “prova di virilità”

La misteriosa ragazza che li contatta appare credibile: profilo social autentico, conversazioni fluide, tono seducente. La chat sfocia presto in scambi intimi. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, è lei a inviare per prima un video esplicito, chiedendo poi ai due giovani una “prova” della loro virilità tramite videochiamata.

Colti di sorpresa e convinti di parlare con una persona reale, i ragazzi accettano. Ma subito dopo l’invito, la videochiamata si interrompe bruscamente: è il preludio dell’incubo.

L’estorsione: minacce e pagamenti per migliaia di euro

Pochi minuti dopo arrivano i messaggi intimidatori: qualcuno afferma di aver registrato la scena e minaccia di diffonderla a familiari e amici se non verranno pagate cifre importanti.

Il riminese, nel panico, versa circa 3.000 euro su diverse carte prepagate. Il monzese, in condizioni identiche, arriva a sborsare 3.500 euro. Quando le richieste aumentano, i due decidono finalmente di superare l’imbarazzo e denunciare tutto ai carabinieri.

Le indagini portano a Milano: identificato un 30enne

Seguendo i flussi di denaro, gli investigatori arrivano a un cittadino ivoriano di 30 anni residente a Milano. Nonostante le carte usate fossero intestate a prestanome, un errore lo tradisce: un’operazione bancaria effettuata con i suoi documenti reali subito dopo aver utilizzato le carte false allo stesso sportello.

Durante la perquisizione della sua abitazione, gli investigatori trovano oltre quindici carte prepagate intestate a terzi, molti dei quali ignari di tutto. L’uomo, difeso dall’avvocato Umberto De Gregorio, è oggi imputato per estorsione aggravata in concorso.

La finta “ragazza” resta senza volto

L’identità della donna che ha avviato le conversazioni non è mai stata individuata. Gli inquirenti ritengono che operasse dall’estero, probabilmente parte di una rete internazionale specializzata in truffe online, attiva con tecniche di adescamento sempre più raffinate.

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