Amianto, la Lombardia resta la più colpita in Italia: oltre 200 nuovi casi riconosciuti nel 2024
Il nuovo rapporto Inail conferma la Lombardia al primo posto per malattie da amianto. UIL: “Serve più prevenzione e giustizia”.
L’amianto continua a rappresentare una delle emergenze sanitarie più gravi in Italia. Secondo il nuovo rapporto Inail “Le malattie asbesto correlate – Analisi statistica 2025”, la Lombardia si conferma al primo posto per numero di casi riconosciuti nel 2024: 203 in totale, davanti a Piemonte e Friuli Venezia Giulia. Una cifra che pesa come un’eredità del passato industriale della regione, dove l’amianto è stato a lungo utilizzato nella metalmeccanica, nell’edilizia, nella cantieristica e nei cicli produttivi ad alta temperatura.
Malattie da amianto, un pericolo ancora attuale
Nel quinquennio 2020-2024, le malattie professionali riconosciute dall’Inail sono aumentate del 41%, passando da 16.795 a 23.658 casi. Le patologie legate all’esposizione all’amianto, invece, sono scese da 1.242 a 1.022, ma il calo non deve trarre in inganno: si tratta di malattie con una latenza di oltre 30 anni, che continuano a colpire lavoratori e lavoratrici anche oggi.
Il mesotelioma pleurico resta la forma più diffusa (40% dei casi), seguito da altri tumori dell’apparato respiratorio. Nel 74% dei casi, l’origine è collegata al settore industriale — soprattutto metalmeccanica (58%) e costruzioni (16%) — e nel 41% dei casi la malattia ha avuto esito mortale.
Dacquino (UIL): “Una ferita aperta, servono controlli e formazione”
“Nonostante il bando del 1992, l’amianto continua a uccidere — denuncia Eloisa Dacquino, segretaria confederale UIL Lombardia —. La nostra regione paga ancora il prezzo più alto, con oltre duecento nuovi casi in un anno. È una ferita aperta che colpisce anche chi oggi lavora in cantieri e bonifiche, spesso senza tutele sufficienti.”
La UIL chiede più controlli, più prevenzione e una formazione mirata per chi opera nei settori a rischio. “La salute dei lavoratori deve restare una priorità assoluta nelle politiche pubbliche,” aggiunge Dacquino.
Un piano regionale e giustizia per le vittime
Il sindacato sollecita la Regione Lombardia a varare un nuovo piano amianto che includa una mappatura aggiornata dei siti contaminati, fondi per la bonifica di scuole, ospedali ed edifici pubblici e una partecipazione attiva delle parti sociali nella definizione delle priorità.
Sul fronte della giustizia, la UIL chiede tempi più rapidi per i risarcimenti e procedure semplificate per accedere al Fondo Vittime dell’Amianto, sottolineando come le rendite di inabilità permanente siano in calo (-8%) negli ultimi anni.
“Ogni caso rappresenta una storia di dolore e ingiustizia”, conclude Dacquino. “La memoria delle vittime deve tradursi in azioni concrete di prevenzione, tutela e giustizia sociale. Solo così potremo chiudere davvero la stagione dell’amianto.”