Milano: operazione “Genus Album”, 12 indagati per propaganda filonazista e odio razziale
Milano – La Polizia di Stato ha condotto un’importante operazione contro la propaganda filonazista e l’odio razziale con il nome “Genus Album”, portando a 12 perquisizioni in diverse regioni italiane. Gli indagati sono accusati di istigazione a delinquere aggravata da motivazioni di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Tra loro figura anche un minorenne. L’indagine, avviata […]
Milano – La Polizia di Stato ha condotto un’importante operazione contro la propaganda filonazista e l’odio razziale con il nome “Genus Album”, portando a 12 perquisizioni in diverse regioni italiane. Gli indagati sono accusati di istigazione a delinquere aggravata da motivazioni di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Tra loro figura anche un minorenne.
L’indagine, avviata dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Lombardia con il supporto della DIGOS e della Polizia Postale, è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano e, per i profili di competenza, dalla Procura per i Minorenni.
Le accuse
Gli indagati avrebbero utilizzato la piattaforma Telegram per condividere e promuovere contenuti di estrema destra, suprematisti e filonazisti, con gruppi dai nomi espliciti come:
- Tricolore del sangue italico
- Ordine attivo terzista
- Spirito fascista
- Rinascita popolare italiana
- Sangue e suolo
Questi canali sono stati impiegati per diffondere idee basate sulla presunta superiorità della razza bianca, odio razziale e antisemitismo. Oltre a incitare a violenze motivate da odio etnico e religioso.
Materiali sequestrati
Gli agenti durante le perquisizioni, che hanno interessato Lombardia, Veneto, Calabria, Campania, Toscana e Puglia, hanno rinvenuto: bandiere con simbologie naziste, tirapugni, copie del Mein Kampf, il testo simbolo dell’ideologia nazista scritto da Adolf Hitler.
Dettagli dell’operazione
L’operazione, diretta dal pubblico ministero Leonardo Lesti e condotta con il coordinamento operativo della Polizia Postale e della Sicurezza Cibernetica, rientra nelle attività di monitoraggio della rete, parte integrante della mission istituzionale contro la criminalità digitale.
Alcuni degli indagati, di età compresa tra i 19 e i 24 anni, risultano essere studenti universitari. Le accuse nei loro confronti comprendono la propaganda ideologica neonazista e l’incitamento all’odio, aggravate dall’obiettivo di diffondere discriminazione razziale, etnica e religiosa.