Arrestato a Malpensa il latitante Rodolphe Ballaera: ricercato per maxi frode da 1,3 miliardi di euro
L’uomo, fermato appena sbarcato da un volo proveniente dall’Albania, era sfuggito all’operazione Moby Dick Milano – È stato arrestato presso l’aeroporto di Milano Malpensa Rodolphe Ballaera, cittadino belga di 45 anni e latitante da oltre sei mesi. L’uomo è stato fermato al suo arrivo in Italia da un volo proveniente dall’Albania. Su di lui pendeva […]
L’uomo, fermato appena sbarcato da un volo proveniente dall’Albania, era sfuggito all’operazione Moby Dick
Milano – È stato arrestato presso l’aeroporto di Milano Malpensa Rodolphe Ballaera, cittadino belga di 45 anni e latitante da oltre sei mesi. L’uomo è stato fermato al suo arrivo in Italia da un volo proveniente dall’Albania. Su di lui pendeva un mandato di cattura internazionale emesso a seguito dell’operazione Moby Dick, un’ampia indagine che lo identificava come figura centrale di una rete criminale transnazionale responsabile di una frode fiscale da oltre 1,3 miliardi di euro.
Operazione Moby Dick: una delle più grandi frodi carosello in Europa
Ballaera era riuscito a sottrarsi alla cattura il 14 novembre 2024, durante l’operazione Moby Dick, coordinata dalle autorità italiane. Le accuse nei suoi confronti comprendono frode fiscale aggravata, riciclaggio e favoreggiamento di organizzazioni mafiose. L’inchiesta aveva già portato all’emissione di 43 misure cautelari e al sequestro di beni per oltre 500 milioni di euro.
Il sistema truffaldino ruotava intorno a una sofisticata frode carosello legata alla compravendita di prodotti tecnologici di largo consumo – tra cui le cuffie Apple AirPods – sfruttando la normativa europea sul “reverse charge” per evadere l’IVA.
Collegamenti con clan mafiosi e riciclaggio internazionale
Le indagini hanno svelato che l’organizzazione capeggiata da Ballaera agiva con modalità operative complesse e ramificazioni internazionali. Le attività illecite si estendevano in Italia, Svizzera, Spagna, Singapore, Dubai e altri Paesi europei. I proventi venivano poi riciclati attraverso società di comodo, criptovalute e conti offshore, con lo scopo di agevolare gruppi mafiosi radicati in Campania e Sicilia.
L’arresto è stato possibile grazie alla stretta collaborazione tra le forze dell’ordine italiane e le autorità di frontiera, nonché al supporto di organismi di cooperazione giudiziaria internazionale. Ballaera è ora in custodia, in attesa delle prossime determinazioni dell’autorità giudiziaria italiana.