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Categoria: ISTITUZIONI

Autonomia differenziata, la Lombardia approva le intese. Fontana: "Risultato storico", opposizioni all'attacco

Il testo passa con 48 sì e 21 voti contrari e ora va al Governo per il disegno di legge. Il centrosinistra parla di operazione in vista di Pontida.

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Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato con 48 voti favorevoli e 21 contrari la risoluzione sul percorso di attuazione dell'autonomia differenziata, che recepisce i due schemi d'intesa definiti con il Governo prima della pausa estiva e conferisce alla Giunta il mandato a proseguire la trattativa ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione. Le materie coinvolte sono quattro. Tre rientrano fra quelle non soggette ai livelli essenziali delle prestazioni: protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa. La quarta riguarda la tutela della salute nella parte relativa al coordinamento della finanza pubblica.


Protezione civile: ordinanze in deroga per due anni


Sul primo capitolo il presidente della Regione acquisisce il potere di emanare ordinanze in deroga alle norme statali per fronteggiare emergenze locali, con validità fino a un massimo di due anni. Viene inoltre prevista l'apertura di contabilità speciali presso la Tesoreria dello Stato anche per eventi di rilievo regionale. Nel caso di emergenze nazionali il ruolo di commissario delegato spetterà al presidente della Regione o a un suo delegato, d'intesa con la Protezione civile. La Lombardia ottiene autonomia piena nel reclutamento urgente del personale e nella disciplina della formazione degli operatori.


Professioni: dentro la liuteria, fuori i sanitari


Il secondo ambito consente alla Regione di disciplinare le attività lavorative con un legame territoriale marcato. Fra gli esempi citati figura la regolamentazione dell'eccellenza artigiana della liuteria cremonese. Restano escluse dal trasferimento le professioni sanitarie e quelle ordinistiche.


Previdenza: fondi pensione su base regionale


Con la terza materia la Lombardia assume la rappresentanza negoziale per i propri dipendenti e per quelli del Servizio sanitario regionale, con la possibilità di promuovere fondi pensione dedicati attraverso apposite convenzioni. Il primo banco di prova riguarda il fondo dei dipendenti regionali e locali.


Sanità: tariffe proprie e fondi integrativi


Il capitolo più sensibile è quello sanitario. La Regione potrà fissare tariffe di rimborso differenti da quelle nazionali, ponendo la differenza a carico del proprio bilancio, e gestire in autonomia i fondi statali destinati agli investimenti in edilizia e tecnologie sanitarie. Viene introdotta la facoltà di istituire fondi sanitari integrativi regionali, restando ferma la garanzia dei livelli essenziali di assistenza. Sarà inoltre possibile destinare risorse aggiuntive alle assunzioni straordinarie di personale e al pagamento delle prestazioni aggiuntive, mentre i risparmi ottenuti dall'efficientamento dei fondi vincolati potranno essere riallocati all'interno del comparto.


Fontana: "Un primo tassello, non l'approdo finale"


Il presidente della Regione Attilio Fontana ha definito il passaggio "un risultato storico", precisando però che non considera concluso il percorso: "Non siamo davanti all'approdo finale dell'autonomia lombarda, ma a un primo tassello della ridefinizione dell'autonomia e del rapporto Stato-regioni in Italia". L'operazione, secondo il governatore, non punta a indebolire lo Stato ma a "renderlo più moderno, valorizzando le differenze e le eccellenze territoriali". Sul seguito è stato esplicito: "Non ci fermeremo qui: la Risoluzione mi impegna a proseguire il negoziato sulle altre materie".


Un emendamento apre agli enti locali


L'aula ha approvato un emendamento presentato da Matteo Forte che prevede il coinvolgimento del Consiglio delle Autonomie Locali, di ANCI Lombardia, UPL e Città metropolitana nell'attuazione del percorso, con la partecipazione degli enti locali all'applicazione delle intese attraverso il CAL. Respinte invece la questione pregiudiziale di legittimità costituzionale e la contro-risoluzione presentate dalle minoranze.

Il presidente della Commissione Speciale Autonomia Giovanni Malanchini ha ringraziato i commissari per la collaborazione, rivendicando un metodo improntato alla trasparenza e un ruolo della commissione "indipendente e autonomo rispetto alla Giunta, a tutela della centralità del Consiglio regionale".


Le reazioni della maggioranza e del Governo


Il capogruppo della Lega Alessandro Corbetta ha rivendicato la continuità della battaglia autonomista dal 1984 e ha chiesto al Parlamento di procedere rapidamente. Il segretario regionale del partito Massimiliano Romeo ha parlato di riforma "attesa da nove anni dai cittadini lombardi". Per Forza Italia, Alessandro Cattaneo ha inquadrato il voto come "un altro passo avanti lungo la strada per la sussidiarietà", dopo le intese già firmate da Veneto e Liguria. Il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli ha espresso soddisfazione richiamando il referendum del 2017 e ha indicato il prossimo passaggio: "Ora attendiamo il voto del Piemonte per poter portare i provvedimenti in Consiglio dei ministri".


Le opposizioni: "Contentino alla Lega in vista di Pontida"


Dal fronte del centrosinistra la lettura è opposta. Per il consigliere del Partito democratico Emilio Del Bono si tratta di "una sconfitta nel merito e nel metodo", con funzioni trasferite che sarebbero "poco più di zero" e risorse assenti proprio dove il tema è più delicato, cioè la sanità. Il passaggio, sostiene, serve a "dare un contentino alla Lega" e rischia di compromettere una futura trattativa più solida con lo Stato.


Il Movimento 5 Stelle ha contestato i tempi della discussione, sostenendo che il Consiglio non possa essere piegato "alle beghe di partiti". Per Italia Viva, con Lisa Noja, la risoluzione "aumenta la confusione" e serve a fornire alla Lega "uno scalpo da portare a Pontida". Alleanza Verdi e Sinistra ha ribadito la sproporzione fra le quattro funzioni ottenute e le ventitré materie richieste in origine.


Il capogruppo dem Pierfrancesco Majorino ha definito "spettacolo indegno" lo scontro fra La Russa e Bertolaso, chiedendo la convocazione di un Consiglio straordinario sulla sanità. In mattinata si era svolto davanti al Pirellone un presidio del coordinamento "No Autonomia differenziata Lombardia".


Cosa succede adesso


L'intesa viene trasmessa al Governo, che attraverso il ministro per gli Affari regionali predisporrà un disegno di legge di approvazione. Il testo passerà quindi all'esame di Camera e Senato per il voto definitivo previsto dall'articolo 116 della Costituzione.


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