Autonomia, via libera delle commissioni lombarde alle intese su sanità, professioni, previdenza e protezione civile: il 10 settembre il voto
Approvata a Palazzo Pirelli la proposta di deliberazione sui due schemi d'intesa con il governo. Piazza: "Ci avviciniamo a una Lombardia più autonoma". Romeo: "Avanti tutta, riforma attesa da anni dai cittadini".
Le commissioni Affari istituzionali ed Enti locali e la commissione speciale Autonomie di Palazzo Pirelli hanno approvato la proposta di deliberazione sull'autonomia differenziata, che riguarda due schemi d'intesa tra governo e Regione Lombardia su quattro ambiti: protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, tutela della salute. Il passaggio successivo è fissato con ogni probabilità al 10 settembre, quando il Consiglio regionale sarà chiamato a votare la risoluzione che autorizza il presidente della Regione a firmare l'intesa definitiva.
Una volta approvata la risoluzione, il documento dovrà essere deliberato dal Consiglio dei ministri entro 45 giorni dalla comunicazione del voto, accompagnato da una relazione tecnica. Su proposta del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie sarà quindi varato un disegno di legge di approvazione delle intese, che dovrà superare l'esame di Camera e Senato per il via libera definitivo previsto dall'articolo 116, terzo comma, della Costituzione.
Protezione civile: ordinanze in deroga e contabilità speciali
Sul primo fronte il presidente della Regione acquisisce la facoltà di emanare ordinanze in deroga alle norme statali per fronteggiare emergenze locali, con validità fino a due anni. Arriva anche la possibilità di aprire contabilità speciali presso la Tesoreria dello Stato per le emergenze di rilievo regionale, mentre per gli eventi di portata nazionale il ruolo di commissario delegato spetterà al presidente o a un suo delegato, d'intesa con la Protezione civile. Alla Regione passano inoltre il reclutamento urgente del personale e la disciplina della formazione degli operatori.
Professioni: restano fuori medici e ordini
Nel capitolo professioni la Regione potrà disciplinare e valorizzare le attività a forte radicamento territoriale. L'esempio citato negli atti è quello dell'eccellenza artigiana della liuteria cremonese. Restano invece escluse dal perimetro regionale le professioni sanitarie e quelle regolate dagli ordini professionali.
Previdenza: fondi pensione su base regionale
Sul terzo ambito la Lombardia assume la rappresentanza negoziale per i propri dipendenti e per quelli del Servizio sanitario regionale, con la possibilità di promuovere fondi pensione dedicati attraverso apposite convenzioni. Il primo banco di prova sarà la valorizzazione del fondo pensione dei dipendenti regionali e locali.
Sanità: tariffe autonome e fondi integrativi regionali
È il capitolo più corposo. La Regione otterrà una gestione più flessibile delle risorse, con la facoltà di fissare tariffe di rimborso sanitario diverse da quelle nazionali, ponendole però a carico del proprio bilancio. Piena autonomia anche nella gestione dei fondi statali per gli investimenti in edilizia e tecnologia sanitaria, insieme alla possibilità di istituire fondi sanitari integrativi regionali, fermo restando il rispetto dei Livelli essenziali di assistenza. Previsto inoltre l'impiego di risorse aggiuntive per assunzioni straordinarie di personale e prestazioni aggiuntive, con la facoltà di riallocare all'interno della sanità i risparmi generati dall'efficientamento dei fondi vincolati.
Da Maroni al referendum del 2017: dieci anni di percorso
Il sottosegretario alla Presidenza con delega all'Autonomia Mauro Piazza rivendica la lunghezza del cammino: "Ci stiamo avvicinando a una Lombardia più autonoma, efficiente, vicina ai suoi cittadini". Il punto di partenza, ricorda, è il voto del Consiglio regionale del 17 febbraio 2015 sugli ordini del giorno che aprirono il confronto con il governo, seguito dal referendum consultivo voluto da Roberto Maroni e celebrato il 22 ottobre 2017, quando il 95,1 per cento dei votanti si espresse a favore. Da allora, aggiunge, "non ci siamo più fermati", con un ringraziamento al ministro Roberto Calderoli e il richiamo alle altre Regioni impegnate nello stesso percorso, Piemonte, Liguria e Veneto.
Romeo: "Avanti tutta verso l'autonomia"
Soddisfazione anche dal segretario della Lega Lombarda Salvini Premier, il senatore Massimiliano Romeo: il doppio passaggio in commissione e in Aula, sostiene, "dimostra la volontà di proseguire convintamente nell'iter istituzionale per portare a termine nei tempi prefissati questa riforma attesa da anni dai cittadini lombardi". L'autonomia regionale, conclude, è "lo strumento per dare ancora più efficacia e trasparenza all'azione amministrativa" delle Regioni che intendono offrire servizi migliori ai propri cittadini.