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Blitz di Ultima Generazione nel ristorante di Carlo Cracco: protesta per il “Giusto Prezzo”

Attivisti in azione: richiesta di pasti gratuiti per i più bisognosi Milano – Un’azione di protesta nel pieno centro di Milano: cinque attivisti del movimento Ultima Generazione sono entrati nel celebre ristorante di Carlo Cracco in Galleria Vittorio Emanuele II. L’iniziativa fa parte della campagna “Il Giusto Prezzo”, che denuncia le difficoltà economiche di migliaia […]

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Attivisti in azione: richiesta di pasti gratuiti per i più bisognosi

Milano – Un’azione di protesta nel pieno centro di Milano: cinque attivisti del movimento Ultima Generazione sono entrati nel celebre ristorante di Carlo Cracco in Galleria Vittorio Emanuele II. L’iniziativa fa parte della campagna “Il Giusto Prezzo”, che denuncia le difficoltà economiche di migliaia di famiglie italiane e chiede una maggiore equità nell’accesso al cibo.

Gli attivisti, intorno alle 14:00 di mercoledì 19 marzo, hanno esposto striscioni con le scritte “Il Giusto Prezzo” e “Ultima Generazione”, per poi sedersi simbolicamente sul pavimento del ristorante, protestando contro il divario sociale che separa chi può permettersi un pasto di lusso da chi fatica a sostenere le spese quotidiane.

L’intervento delle forze dell’ordine e la richiesta a Carlo Cracco

Dopo circa venti minuti, sono intervenute le forze dell’ordine e la Digos, identificando e denunciando i cinque manifestanti. Il gruppo ha rivolto una richiesta precisa allo chef stellato Carlo Cracco: aprire il suo ristorante una volta alla settimana, offrendo pasti gratuiti a chi si trova in difficoltà economica.

Le richieste di Ultima Generazione: cibo accessibile e responsabilità sociale

L’azione si inserisce in una più ampia protesta contro il sistema economico che, secondo gli attivisti, favorisce le élite a discapito delle fasce più deboli. Nel loro comunicato, chiedono:

  • Prezzi alimentari più sostenibili, per garantire a tutti l’accesso ai beni essenziali.
  • Tutela dei raccolti dal cambiamento climatico, per proteggere il settore agricolo dalle crisi ambientali.
  • Maggiore responsabilità da parte della grande distribuzione e delle multinazionali, ritenute responsabili delle attuali disuguaglianze nel settore alimentare.

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