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Bufera urbanistica a Milano: la Procura chiede arresti per assessore Tancredi e imprenditore Catella, indagato anche il sindaco Sala

Inchiesta su urbanistica e corruzione: la Procura accusa “sistema criminoso”

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Sei richieste di custodia cautelare nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione edilizia: per Tancredi ipotesi di corruzione

Milano – Un nuovo filone dell’inchiesta sulla gestione urbanistica del Comune di Milano scuote Palazzo Marino. La Procura ha chiesto sei misure cautelari, tra cui gli arresti domiciliari per Giancarlo Tancredi, assessore comunale alla Rigenerazione urbana, e la custodia in carcere per Manfredi Catella, fondatore e CEO del gruppo immobiliare Coima.

Il Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza ha acquisito documentazione negli uffici comunali e perquisito abitazioni e sedi professionali di alcuni funzionari e progettisti. Tra le ipotesi al vaglio della Procura, anche quella di corruzione per l’assessore Tancredi.

Inchiesta su urbanistica e corruzione: la Procura accusa “sistema criminoso”

Secondo il procuratore Marcello Viola, l’inchiesta riguarda “un fenomeno di espansione edilizia incontrollata che ha assunto proporzioni rilevanti”. I pm parlano di una rete opaca composta da funzionari comunali, membri della Commissione Paesaggio, imprenditori e progettisti privati, finalizzata a favorire operazioni immobiliari in cambio di vantaggi.

Rapporti diretti tra politici e costruttori: le riunioni a Palazzo Marino

Dagli atti emerge che l’assessore Tancredi avrebbe ricevuto direttamente investitori e costruttori nei propri uffici, partecipando attivamente a trattative su volumi e altezze edilizie, spesso promuovendo strumenti come il partenariato pubblico-privato (PPP) per aggirare iter urbanistici ordinari. Marinoni, presidente della Commissione Paesaggio, avrebbe agito con il suo supporto.

Anche il progetto San Siro al centro delle indagini

Il presunto conflitto di interessi coinvolge anche la riqualificazione dell’area dello stadio Meazza. Marinoni e l’architetto Pella – secondo gli inquirenti – avrebbero cercato appoggi per ottenere incarichi sulle opere legate a San Siro, elaborando strategie in sintonia con Tancredi. Le indagini si estendono anche agli scali ferroviari, al Pirellino e alla torre Botanica mai realizzata.

Tra gli indagati anche Stefano Boeri, presidente della Triennale

L’inchiesta coinvolge anche figure note come l’architetto e presidente della Triennale di Milano Stefano Boeri, accusato per un progetto non realizzato. Boeri ha dichiarato di aver sempre agito nella massima correttezza e di confidare nella giustizia. Indagati anche l’architetto Alessandro Scandurra e Federico Pella, protagonisti di diversi interventi urbanistici.

Il sindaco Beppe Sala coinvolto nell’inchiesta: due ipotesi di reato a suo carico

Il primo cittadino di Milano, Giuseppe Sala, risulta indagato dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta rete di favori e pressioni all’interno della macchina urbanistica comunale. Le ipotesi di reato contestate sono false dichiarazioni su qualità personali proprie o di altri e induzione indebita a dare o promettere utilità. Le accuse riguardano, rispettivamente, la mancata segnalazione di un conflitto di interessi che coinvolgeva il presidente della Commissione Paesaggio, Giuseppe Marinoni, e pressioni legate all’approvazione del controverso progetto immobiliare sul Pirellino.

Il caso Pirellino: pressioni e ripensamenti

Al centro delle indagini vi è il progetto di riqualificazione del cosiddetto “Pirellino”, promosso da Coima (di Manfredi Catella) e dallo studio dell’architetto Stefano Boeri. Secondo i magistrati, l’assessore all’Urbanistica Giancarlo Tancredi avrebbe esercitato pressioni su Marinoni affinché il progetto ricevesse il via libera, riferendo che il sindaco Sala aveva ricevuto “rimostranze” dirette da Catella e Boeri. Il piano era stato respinto due volte nel 2023, ma improvvisamente, a giugno, il parere della Commissione cambiò, diventando favorevole “con condizioni”. Tra gli elementi agli atti anche messaggi tra i protagonisti dell’operazione, tra cui uno di Boeri a Catella: “Bisogna che Beppe convochi Marinoni e ci parli, io ho sentito anche Beppe e gli ho inviato un messaggio”.

La replica del sindaco: “Non mi riconosco nella ricostruzione”

In una nota diffusa ieri, il sindaco Sala ha respinto ogni addebito e sottolineato l’impegno dell’Amministrazione in un percorso di rinnovamento: “L’Amministrazione non si riconosce nella lettura che viene riportata. Da mesi stiamo lavorando a una riorganizzazione interna. Gli ultimi eventi devono essere analizzati con attenzione, senza pregiudicare quanto fatto finora”. Intervistato anche dal Corriere della Sera, Sala ha dichiarato: “Trovo allucinante che il sindaco venga a sapere dai giornali di essere indagato. È un metodo inaccettabile”, aggiungendo che “la Commissione Paesaggio è gestita da una struttura autonoma del Comune. Non ho mai avuto neanche il numero di Marinoni”.

Catella: “Trasparenza e legalità principi fondanti del nostro operato”

In merito alla sua posizione, Manfredi Catella ha chiarito che l’indagine riguarda un incarico affidato a un ex membro della Commissione Paesaggio, assicurando che tutte le verifiche interne sono in corso: “Abbiamo sempre operato con la massima trasparenza e risponderemo con chiarezza nelle sedi opportune”.

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