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Categoria: ISTITUZIONI

Calabresi lascia Chora Media e apre alla corsa per Palazzo Marino: "Sento il richiamo di una strada nuova"

Dimissioni da tutte le cariche in Be Water e cessione delle quote per il giornalista, mentre nel centrosinistra si apre il nodo primarie: Azione le boccia, il Pd milanese le difende, Schlein frena

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Manca soltanto l'annuncio formale. Mario Calabresi ha compiuto il passo che nel linguaggio della politica vale quanto una candidatura: l'uscita da Be Water, la media company che comprende Chora Media, realtà che lui stesso ha contribuito a fondare, con le dimissioni da tutte le cariche e la cessione della propria partecipazione azionaria. "Dopo sei anni e 420 serie podcast lascio Chora. Scrivere questa frase mi fa fatica e molta impressione", ha scritto sui suoi profili social l'ex direttore di Repubblica e La Stampa. "Lascio perché sento forte il richiamo a percorrere una strada nuova. Domani guarderò al futuro, oggi voglio fermarmi a pensare con emozione e gratitudine a quello che abbiamo costruito insieme". Da Be Water fanno sapere che si dedicherà "a nuove attività non editoriali".


La formulazione scelta suggerisce che l'ufficializzazione arriverà a breve, ma non oggi. L'appuntamento più probabile è la Festa dell'Unità di Milano, dove Calabresi è atteso come ospite il 12 settembre, salvo anticipi. Il terreno, del resto, era già stato preparato: il 22 luglio, proprio a una festa del Pd nel Milanese, il giornalista aveva rotto gli indugi dicendo "ci sto pensando, mi piacerebbe fare la mia parte per Milano". In palio c'è la successione a Giuseppe Sala, con il centrosinistra che punta a confermarsi alla guida della città dopo quindici anni.


Il nodo delle primarie divide la coalizione


Resta da capire con quale procedura il centrosinistra sceglierà il proprio candidato. Il Pd milanese ha sempre guardato alle primarie di coalizione, con data e modalità da concordare con gli alleati nelle prossime settimane, ma la disponibilità di Calabresi rischia di ridisegnare lo schema. Azione spinge apertamente per saltare i gazebo: il giornalista "è un ottimo candidato riformista per Milano. Andrebbe sostenuto da subito, senza farlo passare per il tritacarne delle primarie", sostengono Carlo Calenda e Pina Picierno. Più cauta Europa Verde, con il co-portavoce milanese Tommaso Gorini che invita a definire "prima il perimetro della coalizione e il programma, poi i nomi, anche se Calabresi è un candidato autorevole".


Chi è già in campo e chi chiede i gazebo subito


Nel campo progressista diverse personalità hanno manifestato disponibilità a misurarsi alle primarie, a partire dal capogruppo dem in Consiglio regionale Pierfrancesco Majorino, vicino a Elly Schlein. La vicesindaca Anna Scavuzzo non commenta pubblicamente, ma chi le ha parlato riferisce di una reazione positiva, nella convinzione che una competizione più affollata renda la sfida più autentica. L'assessore del Municipio 1 Lorenzo Pacini, promotore della campagna Rivoluzione di Milano, chiede primarie "convocate al più presto", rivendicando un percorso "di sinistra" e attendendo di sapere cosa dirà Calabresi. Sulla stessa linea l'attivista Tommaso Goisis: "Il centrosinistra ha bisogno delle primarie aperte per rigenerarsi, confidiamo vengano ufficializzate presto".


Schlein frena: "È presto, prima il programma"


Dalla Festa dell'Unità di Genova la segretaria dem raffredda l'entusiasmo. "È presto. Stiamo seguendo e supportando il percorso del Pd di Milano, che si concentra sui temi", ha risposto Elly Schlein ai cronisti che le chiedevano del passo avanti di Calabresi. E ha aggiunto la formula che sta accompagnando la sua intera rentrée politica: "Non la stupirà se anche qui dico: prima il programma e poi i nomi".


Il centrodestra cerca il nome, intanto debutta Burgio


Sul fronte opposto la partita è ancora aperta. Antonio Tajani chiude a qualsiasi ipotesi di convergenza su Calabresi: "Siamo per sostenere un candidato di centrodestra, abbiamo le nostre idee, abbiamo dei nomi importanti da sottoporre agli alleati, sia civici sia di Forza Italia". Nel frattempo si è presentato ai milanesi Carmelo Burgio, generale candidato per Futuro Nazionale, il movimento di Roberto Vannacci, che ha indicato la sicurezza come priorità e ha descritto Milano come una città sempre più "per ricchi". Lo stesso Burgio ha però già messo in conto di potersi fare da parte qualora la coalizione trovasse un nome unitario.





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