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Categoria: ISTITUZIONI

Calabresi verso Milano 2027: "In rispettosa attesa". E ironizza: "Ho fatto un bel salto, ora sono disoccupato"

Nessun annuncio alla rassegna Strano, ma tra scuola, verde e manutenzione emergono i contorni di un possibile programma

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Alla presentazione del suo libro "Alzarsi all'alba", nell'ambito della rassegna Strano ospitata alla Cassina Anna, nella periferia nord di Milano, Mario Calabresi non ha sciolto la riserva sulla corsa a Palazzo Marino. Ha però parlato di fatica, di ascolto e di manutenzione: temi che, messi in fila, disegnano l'impianto di un discorso politico. "Siamo tutti, io lo sono, in rispettosa attesa di cosa sarà", ha detto rispondendo a chi gli chiedeva del suo eventuale impegno. Parole che rimandano la palla al centrosinistra, che non ha ancora deciso se e come organizzare le primarie.


Il passo indietro da Chora e l'ironia sul futuro


L'ex direttore di Repubblica e della Stampa ha rivendicato la scelta di dimettersi da tutte le cariche in Chora Media, la società di podcast di cui è tra i fondatori. "Volevo fare le cose per bene", ha spiegato, indicando la necessità di muoversi senza mettere in imbarazzo l'azienda per cui lavorava. Poi la battuta: "Ho fatto un bel salto perché mo' sono disoccupato". Quel passo, ha aggiunto, gli restituisce libertà di manovra: incontrare persone, ascoltare, prendere tempo. "Io ho iniziato un percorso di dialogo e ascolto. Non sono invaso da certezze. Non dico che vi spiego la ricetta che ho".


Calabresi ha ammesso di non aspettarsi l'ondata di commenti seguita all'annuncio delle dimissioni. "Rispetto molto i tempi della politica e sarebbe stato strano se tutti mi avessero detto di sì, perché non era una cosa organizzata", ha osservato. Accanto alle prese di posizione dei partiti, ha segnalato un secondo fronte: "Tantissime persone mi hanno scritto e mi hanno fermato per raccontarmi bisogni e fatiche della città".


"Il problema non sono i grattacieli, è il livello della strada"


Sul modello di sviluppo urbano il giornalista ha scelto una formula che evita la contrapposizione facile. "Milano è diventata la città dei grattacieli ma non credo che i grattacieli siano il problema, credo che il problema sia se non guardiamo al livello della strada".  Due esempi hanno dato corpo al ragionamento. Il primo è la primaria Paravia, che lui stesso ha frequentato e dove oggi, su 106 bambini, uno solo ha entrambi i genitori italiani: un istituto "dipinto come una scuola impossibile" ma che Calabresi ha descritto come "un luogo di impegno con maestre straordinarie". Il secondo è la stessa Cassina Anna, portata a esempio del bisogno di "spazi di socialità gratuita" nelle aree periferiche.


Quello che ama e quello che non sopporta della città


"Amo che Milano è ancora la città delle possibilità, dove le cose possono succedere", ha detto, ricordando di avere insistito con i soci romani perché Chora avesse sede nel capoluogo lombardo, dove oggi lavorano 130 persone. Il rovescio della medaglia riguarda il clima e la qualità dell'aria: "Non mi piace il caldo di questa estate. Non mi piace che è la città della fatica a respirare, d'estate come d'inverno, che ha bisogno di spazi di verde".





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