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Calcio scommesse: 5 arresti, coinvolti anche 7 giocatori professionisti

Milano – La Guardia di Finanza di Milano ha smantellato un’organizzazione dedita alle scommesse illegali nel mondo del calcio, con l’arresto di cinque persone, tra cui i presunti principali responsabili del sistema di puntate online illegali. Tra gli arrestati, sottoposti agli arresti domiciliari, figurano Tommaso De Giacomo e Patrik Frizzera, ritenuti i gestori dell’attività illecita. […]

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Milano – La Guardia di Finanza di Milano ha smantellato un’organizzazione dedita alle scommesse illegali nel mondo del calcio, con l’arresto di cinque persone, tra cui i presunti principali responsabili del sistema di puntate online illegali. Tra gli arrestati, sottoposti agli arresti domiciliari, figurano Tommaso De Giacomo e Patrik Frizzera, ritenuti i gestori dell’attività illecita.

Calciatori coinvolti nell’inchiesta sulle scommesse illegali

L’inchiesta ha coinvolto anche alcuni calciatori professionisti, tra cui Nicolò Fagioli, Sandro Tonali, Alessandro Florenzi, Mattia Perin, Wes McKennie, Raoul Bellanova e Samuele Ricci, i cui nomi sono emersi nel corso delle indagini relative al giro di scommesse clandestine. Le accuse principali riguardano l’esercizio abusivo dell’attività di gioco e scommesse e il riciclaggio di denaro.

Sequestri e perquisizioni: oltre un milione e mezzo di euro sotto sequestro

Gli arresti sono stati disposti dal Gip del Tribunale di Milano, Lidia Castellucci, su richiesta della Procura, a seguito di interrogatori avvenuti il 17 aprile. Nel corso dell’inchiesta, nel mese di aprile sono stati effettuati sequestri preventivi per un valore complessivo superiore a un milione e mezzo di euro, comprendenti contanti, immobili e altri beni. Ulteriori circa 240mila euro sono stati trovati durante una perquisizione in una gioielleria milanese.

Riciclaggio dei proventi: il ruolo della gioielleria milanese

Secondo gli investigatori, i guadagni derivanti dalle scommesse illegali venivano riciclati tramite una gioielleria situata a Milano. Il sistema prevedeva finte vendite di orologi e altri beni di lusso mai consegnati, accompagnate dall’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Questo stratagemma permetteva di “ripulire” i fondi illeciti attraverso circuiti apparentemente legittimi.

Sistema di pagamento sofisticato e incentivi agli scommettitori

Le indagini hanno inoltre rivelato un meccanismo ben strutturato per la gestione dei pagamenti dei debiti di gioco. La rete si avvaleva di prestanomi e di strumenti finanziari come carte PostePay, conti Revolut e conti correnti bancari. Per fidelizzare gli utenti e incentivare la promozione delle piattaforme illegali, alcuni scommettitori ricevevano bonus o sconti sui debiti accumulati.

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