Camera Arbitrale di Milano: quasi un Arbitro su tre è donna
Milano – La Camera Arbitrale di Milano, parte integrante della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, ha raggiunto un importante traguardo in tema di parità di genere. Nel corso del 2024, il 24,2% delle nomine arbitrali è stato affidato a donne, dimostrando l’impegno costante dell’ente nel promuovere un ambiente di lavoro equo e […]
Milano – La Camera Arbitrale di Milano, parte integrante della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, ha raggiunto un importante traguardo in tema di parità di genere. Nel corso del 2024, il 24,2% delle nomine arbitrali è stato affidato a donne, dimostrando l’impegno costante dell’ente nel promuovere un ambiente di lavoro equo e inclusivo.
Un impegno concreto per l’equa rappresentanza
Nel 2024, tra le 190 nomine di arbitri effettuate nell’ambito delle procedure arbitrali della Camera Arbitrale, 46 sono state assegnate a donne. In particolare, la Camera stessa ha nominato 37 arbitri donne su 115, pari al 32,2% delle proprie nomine. Confermando che quasi un arbitro su tre scelto dall’ente è di genere femminile. Al contrario, le nomine effettuate dalle Parti e dai Co-Arbitri hanno mostrato percentuali inferiori, rispettivamente del 10,9% e dell’11,1%. Questo scenario evidenzia la necessità di ampliare ulteriormente la partecipazione femminile in tutti gli aspetti del processo di nomina arbitrale.
La spinta dell’Equal Representation in Arbitration Pledge
Il raggiungimento di questi risultati è stato possibile grazie anche alla sottoscrizione, nel 2016, dell’Equal Representation in Arbitration Pledge. Oggi, oltre 5.873 soggetti – tra persone fisiche, studi legali internazionali e istituzioni arbitrali – hanno aderito a questo impegno, contribuendo a rafforzare la presenza delle donne nei tribunali arbitrali e promuovendo una cultura di pari opportunità a livello globale.
Un appello a una maggiore rappresentanza qualitativa
“Il nostro impegno per l’equa rappresentanza si traduce in un costante sforzo per garantire che, quando si nominano arbitri, le Parti, i difensori e i Co-Arbitri considerino il valore aggiunto derivante da una maggiore presenza femminile. Crediamo che una rappresentanza non solo quantitativa, ma anche qualitativa, possa fare la differenza nel mondo dell’arbitrato”. Così il Direttore Generale della Camera Arbitrale di Milano, Stefano Azzali.