Caporalato in Lombardia, allarme in Commissione Antimafia: “Così le mafie controllano l’agricoltura”
Milano – Il fenomeno del caporalato e il suo legame con l’infiltrazione delle mafie nel settore agricolo sono stati oggetto di un confronto approfondito nella recente seduta della Commissione Speciale Antimafia di Regione Lombardia, presieduta dalla consigliera regionale Paola Pollini (M5S). All’incontro hanno preso parte l’associazione “Terra!”, rappresentanti sindacali del comparto agricolo e realtà del […]
Milano – Il fenomeno del caporalato e il suo legame con l’infiltrazione delle mafie nel settore agricolo sono stati oggetto di un confronto approfondito nella recente seduta della Commissione Speciale Antimafia di Regione Lombardia, presieduta dalla consigliera regionale Paola Pollini (M5S). All’incontro hanno preso parte l’associazione “Terra!”, rappresentanti sindacali del comparto agricolo e realtà del terzo settore impegnate nella tutela dei diritti dei lavoratori.
Il caporalato: una minaccia per i diritti e la legalità
Durante la seduta, è emerso come il caporalato non sia solo una piaga sociale legata allo sfruttamento dei lavoratori, ma anche un motore dell’economia sommersa che agevola la penetrazione delle mafie nel mondo produttivo, in particolare in agricoltura. Un focus specifico è stato riservato al fenomeno delle “cooperative senza terra”, strutture che si presentano come fornitrici di manodopera agricola ma che, in realtà, operano in modo opaco. Fungendo da intermediari illeciti e spesso connessi a reti criminali organizzate.
Sfruttamento e manodopera: cosa dice il Codice Penale
La normativa di riferimento, in particolare l’articolo 603-bis del Codice Penale, prevede pene severe per chi recluta lavoratori in condizioni di bisogno per impiegarli in situazioni di grave sfruttamento. Tra gli indicatori chiave dello sfruttamento figurano salari nettamente inferiori ai contratti collettivi, orari di lavoro eccessivi, mancanza di sicurezza e condizioni degradanti nei luoghi di impiego.
Verso un modello agricolo basato su legalità e diritti
“La Commissione continuerà il proprio lavoro di approfondimento e monitoraggio – ha dichiarato la presidente Paola Pollini – con l’obiettivo di rafforzare gli strumenti normativi e operativi per il contrasto al caporalato. La nostra priorità è tutelare i lavoratori, promuovere un’agricoltura etica e legale e costruire un modello produttivo rispettoso della dignità umana.”