Carceri: da Regione Lombardia nuovi interventi per la tutela e il reinserimento delle persone detenute
Inclusione sociale, diritto alla casa e percorsi lavorativi al centro delle politiche regionali Milano – Regione Lombardia rafforza il proprio impegno nella tutela delle persone detenute con una serie di interventi mirati a favorire il reinserimento sociale e lavorativo. La relazione sull’attuazione della Legge Regionale 25/2017, approvata all’unanimità dal Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione […]
Inclusione sociale, diritto alla casa e percorsi lavorativi al centro delle politiche regionali
Milano – Regione Lombardia rafforza il proprio impegno nella tutela delle persone detenute con una serie di interventi mirati a favorire il reinserimento sociale e lavorativo. La relazione sull’attuazione della Legge Regionale 25/2017, approvata all’unanimità dal Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione (CPCV), evidenzia i progressi e le criticità nel sistema carcerario lombardo.
“La relazione approvata oggi restituisce un quadro chiaro delle attuali condizioni nelle carceri lombarde. Evidenziando sia le problematiche legate al sovraffollamento, sia le opportunità offerte dai percorsi formativi e lavorativi per la rieducazione dei detenuti”. Così Claudio Mangiarotti (FdI), presidente del CPCV.
Crescita delle presenze in carcere e criticità del sovraffollamento
Secondo i dati aggiornati al 10 gennaio 2025, le carceri lombarde ospitano 8.829 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 6.154 posti e una disponibilità effettiva ridotta a 5.833 posti. L’indice di sovraffollamento ha raggiunto il 150%, con picchi significativi in istituti come San Vittore, dove è passato dal 195% al 229%.
L’aumento delle presenze ha aggravato le condizioni di 13 istituti penitenziari, mentre in 6 si è registrato un lieve miglioramento. Il problema si inserisce in un quadro nazionale critico, con indici di sovraffollamento che superano il 160% in Puglia e Basilicata e il 130% nel Lazio, Abruzzo e Molise.
Inclusione sociale e lavorativa: il ruolo dei progetti regionali
Regione Lombardia ha investito 28 milioni di euro, provenienti da fondi europei (FSE e FSE+), statali e regionali, per sviluppare interventi finalizzati alla rieducazione e al reinserimento sociale.
Tra le principali iniziative attuate nel biennio 2022-2023:
- Percorsi di inclusione socio-lavorativa, che hanno coinvolto 7.767 persone, con progetti di formazione, reinserimento e supporto abitativo.
- Giustizia riparativa e tutela delle vittime di reato, attraverso sportelli di ascolto e percorsi educativi che hanno raggiunto oltre 7.000 cittadini.
- Centri diurni per detenuti in condizioni di fragilità, con 10 strutture interne e 4 esterne attive per accompagnare i soggetti verso il reinserimento sociale.
- Accoglienza per genitori detenuti con figli, con percorsi abitativi e socio-educativi dedicati.
Lavoro e diritto alla casa: elementi chiave per il reinserimento
Uno degli aspetti centrali dell’azione regionale riguarda l’inserimento lavorativo. Secondo uno studio affidato a ICRIOS Bocconi, il 66% dei detenuti ha completato i percorsi di tirocinio, con il 24% assunto prima della fine del progetto. Inoltre, il 41% dei partecipanti ai programmi di housing ha trovato una soluzione abitativa indipendente, spesso grazie al supporto della rete familiare e sociale.
“L’accesso a un’abitazione stabile è un punto di partenza fondamentale per garantire il successo delle misure di reinserimento,” ha sottolineato Onorio Rosati (AVS), che ha proposto di dettagliare meglio nella prossima relazione l’impatto delle risorse stanziate.
Nuovi finanziamenti e progetti futuri
Regione Lombardia ha stanziato 9 milioni di euro per il 2023-2025, destinati a 36 nuovi progetti di inclusione sociale rivolti sia ai minori che agli adulti in esecuzione penale interna ed esterna. L’obiettivo è ampliare ulteriormente le opportunità di reinserimento e migliorare le condizioni di vita dei detenuti, con un approccio integrato che coinvolge istituzioni, imprese e comunità locali.