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Caro affitti universitari, Milano in vetta: 704 euro al mese per una stanza singola nonostante il calo dei canoni

Il rapporto di Immobiliare.it Insights fotografa un mercato nazionale in frenata, ma nel capoluogo lombardo la domanda cresce ancora. Sul podio dei rincari anche Bergamo e Pavia

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Per i fuorisede che si immatricolano quest'autunno la geografia dei prezzi parla chiaro: Milano si conferma la città universitaria più cara d'Italia, e con distacco. Secondo l'ultimo rapporto annuale di Immobiliare.it Insights, una stanza singola nel capoluogo lombardo costa in media 704 euro al mese. Il dato segna un calo del 3,8 per cento rispetto a un anno fa, ma la pressione della domanda sul singolo annuncio è persino aumentata dell'1,5 per cento: segno che la corsa alla stanza, sotto la Madonnina, non conosce pause.


Dal Centro a Ponte Lambro, la mappa dei canoni


La graduatoria dei quartieri fotografa una città a più velocità, tutte care. In Centro una singola arriva a 823 euro di media, quota che scende appena a 812 nella zona Porta Romana, Cadore e Montenero e a 807 tra Garibaldi, Moscova e Porta Nuova. Chi cerca la soluzione più economica deve spingersi fino a Ponte Lambro e Santa Giulia, dove servono comunque 571 euro al mese: quasi quanto la media nazionale di una singola, che si ferma a 575.


L'Italia frena, la Lombardia rincara


Il quadro nazionale offre un inatteso segnale di tregua: i canoni delle singole sono scesi in media del 6,2 per cento, non per un'improvvisa abbondanza di case ma per il crollo della domanda, con i contatti sugli annunci giù di quasi il 22 per cento. Gli analisti la leggono come una fase di riequilibrio dopo anni di rincari che, nelle città dei grandi atenei, avevano superato il 50 per cento in poco più di un quinquennio. La frenata però non vale per tutta la Lombardia: Bergamo guadagna sei posizioni e sale al quinto posto nazionale con 504 euro di media (+8,3 per cento), mentre Pavia cresce del 10,2 per cento arrivando a 400 euro. Alle spalle di Milano restano Firenze con 627 euro e Roma, dove i prezzi continuano a correre.


Studentati, una coperta ancora troppo corta


Dietro i canoni c'è un problema strutturale: i posti letto a prezzi calmierati non bastano. Come ricorda Skuola.net, il Pnrr ha fissato il traguardo di 120mila posti negli studentati partendo dai circa 40mila dell'era precedente; oggi, secondo le elaborazioni di Cushman&Wakefield per Il Sole 24 Ore, ne risultano operativi circa 80mila tra offerta privata e convenzionata, con altri 30mila attesi entro il 2027. Ma i fuorisede iscritti fuori dalla propria regione sono circa 400mila, che diventano quasi 650mila contando chi studia fuori provincia: a questo esercito non resta che il mercato privato, dove la stanza condivisa è spesso l'unica opzione alla portata.


Il caso Roma e l'effetto traino del lusso


Per capire dove può arrivare il mercato basta guardare la Capitale, dove i canoni salgono ancora del 7 per cento e il segmento "premium" tocca vette da mille euro al mese per una singola vicino alla Luiss, mentre le ex case vacanza riconvertite propongono doppie tra 1.200 e 1.500 euro. Un effetto traino che spinge al rialzo tutto il mercato circostante e che vale da monito anche per Milano: in un Paese con una delle quote di laureati più basse d'Europa, il costo dell'alloggio non è un dettaglio logistico ma uno dei principali ostacoli al diritto allo studio, capace di dirottare le scelte verso l'ateneo sotto casa o, nei casi estremi, di far rinunciare all'università.



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