Cartello discriminatorio contro i sionisti: Nahum e Radice denunciano i titolari di una merceria a Milano
Milano – Un episodio che riaccende il dibattito sul confine tra libertà d’espressione e incitamento all’odio. I consiglieri Daniele Nahum (Partito Democratico) e Gianmaria Radice (I Riformisti – Municipio 1) hanno depositato una formale denuncia presso la Questura di Milano contro i gestori di una merceria in via Statuto, al centro delle polemiche per un […]
Milano – Un episodio che riaccende il dibattito sul confine tra libertà d’espressione e incitamento all’odio. I consiglieri Daniele Nahum (Partito Democratico) e Gianmaria Radice (I Riformisti – Municipio 1) hanno depositato una formale denuncia presso la Questura di Milano contro i gestori di una merceria in via Statuto, al centro delle polemiche per un cartello affisso in vetrina con la scritta, in ebraico, “I sionisti israeliani non sono i benvenuti”.
Un messaggio che divide: “Discriminazione inaccettabile”
Secondo quanto dichiarato da Radice, la presenza del cartello rappresenta una forma evidente di discriminazione. “È inaccettabile che un’attività commerciale esprima pubblicamente un rifiuto su base etnica o politica. Il fatto che si tratti di un locale privato non giustifica contenuti che violano i principi costituzionali e la normativa vigente in materia di pari dignità”, ha affermato il consigliere del Municipio 1.
Nahum: “L’Italia non diventi terreno fertile per l’odio”
“Quanto avvenuto è molto grave e deve essere fermamente condannato – ha sottolineato Daniele Nahum –. Episodi simili a quelli già visti negli Stati Uniti potrebbero verificarsi anche in Europa se non si mantiene alta l’attenzione. Le tensioni internazionali non devono diventare pretesto per diffondere antisemitismo o fomentare l’intolleranza nel nostro Paese”.
La denuncia presentata alla Questura di Milano
I due rappresentanti istituzionali hanno chiesto un intervento formale da parte delle autorità competenti affinché vengano accertate eventuali violazioni di legge. La segnalazione è stata trasmessa alla Questura, che avvierà le indagini per verificare la natura del messaggio e le responsabilità dei titolari dell’attività.
Un appello alla coesione: “La politica deve dare l’esempio”
Entrambi i consiglieri hanno lanciato un appello affinché la politica si mobiliti in modo compatto contro ogni forma di odio e discriminazione. “Serve un fronte comune – hanno ribadito – per tutelare i valori democratici e garantire che Milano resti una città accogliente, rispettosa e pluralista”.