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Cascina Monluè torna alla città: via libera della Giunta al regolamento, nell’estate 2027 la riapertura del complesso storico

La Giunta affida a un’impresa sociale manutenzione e gestione senza costi per il Comune. Il recupero del complesso storico sarà completato nell’estate 2027

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La corte di Cascina Monluè avrà regole scritte. La Giunta comunale ha approvato il regolamento che disciplina l’utilizzo degli spazi esterni del complesso di via Monluè 70, nel Municipio 4, stabilendo le modalità di accesso alla corte e alle aree comuni e individuando le responsabilità di gestione e manutenzione, che ricadranno sulla società concessionaria “Cascina Monluè – La Corte del Bene Comune Impresa sociale Srl”.


Il provvedimento si innesta in un iter cominciato con una procedura pubblica e proseguito con una convenzione, attraverso la quale l’impresa sociale si è impegnata a recuperare, gestire e mantenere a proprie spese il bene storico, insediandovi funzioni di servizio e di interesse collettivo. La formula tiene insieme due elementi: l’amministrazione conserva la destinazione pubblica degli spazi, mentre gli oneri di cura e valorizzazione passano al concessionario, senza ulteriori costi di gestione per il Comune.


Dall’accoglienza al florovivaismo: le funzioni previste


Il programma di attività è articolato. Comprende servizi di accoglienza residenziale rivolti a persone con disabilità, minori stranieri non accompagnati e adulti migranti, insieme ai servizi connessi agli affidamenti disposti dal Tribunale per i minorenni. Sono previsti inoltre laboratori per l’inclusione sociale e lavorativa delle persone con disabilità, attività culturali e aggregative aperte alla cittadinanza, iniziative di florovivaismo pensate anche come strumento di inserimento lavorativo per persone fragili, accoglienza turistica e un servizio di bar e ristorazione orientato ai prodotti della filiera territoriale.


La corte come spazio di relazione, non solo di passaggio


Nel disegno complessivo lo spazio aperto assume una funzione propria. La corte storica non viene trattata come semplice elemento di distribuzione tra gli edifici, ma come luogo di incontro e partecipazione, in grado di ospitare attività culturali, sociali e aggregative nel rispetto dell’identità architettonica e paesaggistica del complesso. Il regolamento ne conferma la fruibilità pubblica secondo modalità e orari definiti.


Scavuzzo: “Patrimonio monastico lombardo restituito agli abitanti”


Per la vicesindaca con delega alla Rigenerazione urbana Anna Scavuzzo l’approvazione rappresenta un tassello nel recupero del patrimonio architettonico e monastico lombardo, che consentirà alla cascina di tornare nella disponibilità della città. I lavori, afferma, trasformeranno il complesso in uno spazio accessibile e inclusivo, dove servizi alla persona e vita di comunità convivono, secondo un’impostazione sostenuta anche dal Municipio 4.


Carrara: “Completato il percorso su un bene storico e sociale”


Giovanni Carrara, presidente dell’impresa sociale concessionaria, legge la decisione come il passaggio che rende possibile chiudere un iter lungo. La società, spiega, fonda la propria attività sulla valorizzazione e sul recupero dei beni comuni, e il regolamento fornisce gli strumenti operativi per portare a termine l’intervento su un immobile di valore storico e sociale per la città.


Il progetto degli esterni e i tempi di consegna


La riqualificazione delle aree aperte porta la firma di PRINCIPIOATTIVO Architecture Group ed è realizzata da Teicos UE. Il disegno prevede un sistema di percorsi e superfici pavimentate che riprendono le geometrie storiche della cascina, valorizzandone il carattere architettonico e favorendo il dialogo tra le diverse attività destinate a insediarsi nel complesso. Il completamento degli interventi, edifici e spazi esterni compresi, è atteso per l’estate del 2027.


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