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Caso Beccaria: indagato un altro ex direttore del carcere minorile

Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulle presunte torture ai detenuti Milano – L’inchiesta sulle presunte violenze e torture all’interno dell’Istituto penale minorile Beccaria di Milano si arricchisce di nuovi dettagli. Tra gli indagati figura ora anche un altro ex direttore del carcere, accusato di omissioni nei confronti dei maltrattamenti subiti dai giovani detenuti. Il nome del nuovo […]

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Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulle presunte torture ai detenuti

Milano – L’inchiesta sulle presunte violenze e torture all’interno dell’Istituto penale minorile Beccaria di Milano si arricchisce di nuovi dettagli. Tra gli indagati figura ora anche un altro ex direttore del carcere, accusato di omissioni nei confronti dei maltrattamenti subiti dai giovani detenuti.

Il nome del nuovo indagato emerge dalla richiesta di proroga delle indagini, firmata dall’aggiunto Letizia Mannella e dalle pm Rosaria Stagnaro e Cecilia Vassena, notificata a un totale di 27 persone. Tra questi, compare Fabrizio Rinaldi, ex direttore del Beccaria, a cui viene contestata la mancata prevenzione di reati di lesioni e tortura.

Un’inchiesta che si allarga

Le indagini, avviate nell’aprile dello scorso anno con l’arresto di 13 agenti della Polizia penitenziaria e la sospensione di altri otto, hanno continuato a raccogliere nuove testimonianze. Sono stati ascoltati almeno venti giovani detenuti o ex detenuti, i quali hanno raccontato episodi di violenze, confermati da immagini di videosorveglianza, testimonianze, denunce e referti medici.

Nuovi scenari e responsabilità

L’inchiesta si concentra ora anche sulle presunte omissioni dei vertici del carcere, coinvolgendo ex comandanti della Polizia penitenziaria, oltre al personale educativo e sanitario. Tra gli indagati risulta anche Cosima Buccoliero, ex direttrice già iscritta nel registro lo scorso maggio, mentre Maria Vittoria Manenti, un’altra ex dirigente, non compare nella recente richiesta di proroga.

Le prossime mosse della Procura

Gli inquirenti continuano a esaminare i nuovi elementi emersi, valutando eventuali ulteriori responsabilità e possibili sviluppi nell’inchiesta. Il cosiddetto “sistema Beccaria” resta sotto i riflettori, con l’obiettivo di fare luce su tutti gli episodi di presunta violenza e garantire giustizia alle vittime.

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