Caso DHL: indagini su caporalato e maxi frode fiscale, sentiti 1000 autisti
Sequestrati 46,8 milioni di euro per frode fiscale Milano – La Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro per oltre 46,8 milioni di euro a carico di DHL Express Italy Srl, una delle principali società operanti nel settore della logistica e dei trasporti. L’operazione si inserisce nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Milano che ha […]
Sequestrati 46,8 milioni di euro per frode fiscale
Milano – La Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro per oltre 46,8 milioni di euro a carico di DHL Express Italy Srl, una delle principali società operanti nel settore della logistica e dei trasporti. L’operazione si inserisce nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Milano che ha acceso i riflettori sui cosiddetti “serbatoi di manodopera”, ossia aziende fornitrici di lavoratori impiegati irregolarmente.
Indagini sul caporalato: controlli in tutta Italia
Parallelamente all’inchiesta fiscale, la Procura ha avviato un’indagine per caporalato, con il coinvolgimento dei Carabinieri dei Nuclei Ispettorato del Lavoro. Sono stati effettuati controlli su oltre 900 lavoratori, 538 mezzi e 51 aziende appaltatrici del servizio, in diversi hub logistici in tutta Italia.
Irregolarità e sfruttamento: 15 aziende sotto accusa
Dall’attività ispettiva sono emerse gravi irregolarità in 15 aziende. Con violazioni che spaziano dalla mancata sicurezza sul lavoro alla carenza di formazione obbligatoria per i dipendenti. Nella provincia di Milano, sette lavoratori sono stati trovati in condizioni di sfruttamento, tre dei quali impiegati completamente in nero. Di conseguenza, è stata sospesa l’attività di un’impresa e sono state denunciate 11 persone, tra titolari e rappresentanti legali delle ditte coinvolte.
Autisti geolocalizzati tramite app: gestione sotto esame
Secondo le indagini, gli autisti, pur formalmente assunti da aziende terze, lavoravano direttamente per DHL, seguendo un sistema di gestione delle consegne altamente controllato. Una app di geolocalizzazione monitorava costantemente i loro spostamenti, registrando tempi di consegna, pause e modalità operative, sollevando dubbi sulle condizioni di lavoro e sulle eventuali pressioni esercitate sui dipendenti.
L’inchiesta è ancora in corso, e si attendono ulteriori sviluppi sulla posizione delle aziende coinvolte e sulle responsabilità dei soggetti denunciati.