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Caso Gintoneria: nuova indagine sul super cliente che ha speso un milione di euro tra escort e droga

Milano – Un’indagine condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza ha portato alla luce una cifra vertiginosa spesa in tre anni da un cliente di una famosa Gintoneria di Milano. Circa un milione di euro sarebbe stato “bruciato” dal rampollo di una nota famiglia dell’alta borghesia in servizi illeciti, che andavano ben […]

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Milano – Un’indagine condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza ha portato alla luce una cifra vertiginosa spesa in tre anni da un cliente di una famosa Gintoneria di Milano. Circa un milione di euro sarebbe stato “bruciato” dal rampollo di una nota famiglia dell’alta borghesia in servizi illeciti, che andavano ben oltre la semplice somministrazione di alcolici. Tra le spese, bottiglie di pregio, escort, cocaina e servizi di delivery.

Il cliente delle alte sfere e il suo impegno finanziario

Secondo le indagini, il cliente, che risulta essere disoccupato dal 2008 ma proveniente da una famiglia benestante, ha continuato a versare grandi somme anche nei giorni precedenti all’arresto degli indagati. I pagamenti sono stati effettuati in tre anni, a partire dal 2020, e in totale avrebbero superato la cifra inizialmente documentata di 641mila euro. Attraverso verifiche bancarie e la testimonianza dello stesso cliente, la somma totale dei pagamenti è aumentata, arrivando alla cifra sorprendente di un milione di euro.

Le attività illecite sotto la lente delle autorità

L’inchiesta, avviata grazie a una segnalazione dell’Unità di Informazione Finanziaria di Bankitalia, ruota attorno alle attività della Gintoneria e del privé La Malmaison. Questi locali, apparentemente dedicati alla ristorazione, sarebbero al centro di un vasto giro di servizi illegali. Tra questi, i clienti potevano usufruire di escort, cocaina, e servizi di delivery, che consegnavano direttamente a domicilio quanto pattuito.

La richiesta di Stefania Nobile per la revoca del sequestro

Nel frattempo, Stefania Nobile, figlia di Wanna Marchi e una delle indagate, ha presentato ricorso al Tribunale del Riesame per chiedere la revoca del sequestro di circa 900mila euro disposto dalla Procura. La somma, secondo l’accusa, sarebbe il frutto di un’attività di autoriciclaggio. Tuttavia, gli investigatori sono riusciti a rintracciare solo 80mila euro, di cui 33mila depositati su un conto corrente in Lituania.

Movimenti sospetti e un’indagine in corso

L’indagine ha portato alla luce movimenti bancari sospetti da parte del cliente più assiduo della Gintoneria, che avrebbe continuato a effettuare versamenti fino a pochi giorni prima degli arresti avvenuti il 4 marzo. I conti bancari del cliente sono stati monitorati dalla Guardia di Finanza e hanno rivelato transazioni che hanno alimentato l’inchiesta sulle operazioni sospette.

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