Cittadino cinese arrestato a Malpensa: accusato di spionaggio, nega ogni addebito. Sollevata ipotesi di scambio di persona
Milano – Si è svolta l’8 luglio presso la quinta Sezione penale della Corte d’Appello di Milano l’udienza di identificazione per Zewei Xu, cittadino cinese di 33 anni arrestato il 3 luglio all’aeroporto di Malpensa. L’arresto è stato eseguito su mandato emesso nel 2023 dagli Stati Uniti, che accusano Xu di spionaggio informatico legato alla […]
Milano – Si è svolta l’8 luglio presso la quinta Sezione penale della Corte d’Appello di Milano l’udienza di identificazione per Zewei Xu, cittadino cinese di 33 anni arrestato il 3 luglio all’aeroporto di Malpensa. L’arresto è stato eseguito su mandato emesso nel 2023 dagli Stati Uniti, che accusano Xu di spionaggio informatico legato alla ricerca sui vaccini anti-Covid.
Respinta l’estradizione: dubbi sull’identità dell’indagato
Durante l’udienza, Xu ha rifiutato l’estradizione e si è dichiarato estraneo ai fatti contestati. Il suo legale, l’avvocato Enrico Giarda, ha sollevato l’ipotesi di scambio di persona, evidenziando che il nome del suo assistito è piuttosto comune in Cina. Xu, che si definisce un semplice IT manager di Shanghai, avrebbe inoltre negato di aver mai svolto attività di hackeraggio o di spionaggio digitale.
“Nessuno compirebbe atti simili utilizzando il proprio account personale con nome e cognome reali”, ha osservato il difensore, sottolineando che sarà fondamentale analizzare gli atti dell’FBI per comprendere su quali basi sia stato identificato proprio Xu come autore delle presunte attività criminali.
Accuse di cyberspionaggio: il contesto del mandato d’arresto USA
Le autorità statunitensi sospettano che Xu, nel 2020, abbia partecipato – insieme ad altri soggetti – a un’intrusione nei sistemi informatici americani con l’obiettivo di ottenere dati sensibili relativi allo sviluppo dei vaccini anti-Covid, agendo su mandato del governo cinese.
Secondo la procedura, l’Italia ha ora 40 giorni di tempo per ricevere tutta la documentazione da parte degli Stati Uniti. Solo successivamente si potrà valutare l’eventuale concessione dell’estradizione.
Situazione detentiva e coinvolgimento del Consolato cinese
Attualmente detenuto nel carcere di Busto Arsizio, Xu si trovava in Italia con la moglie per una vacanza che, secondo il legale, rappresentava “una pausa dopo tanti anni di lavoro e matrimonio”. L’improvviso arresto ha profondamente turbato la coppia, che ora si trova separata e in uno stato di forte disorientamento emotivo.
Il Consolato cinese ha ottenuto il permesso di visitare Xu in carcere, confermando la propria disponibilità a offrire assistenza consolare al connazionale.
Prossimi passi: possibile richiesta di domiciliari
Nel frattempo, l’avvocato Giarda ha dichiarato l’intenzione di presentare istanza per ottenere gli arresti domiciliari per il suo assistito, in attesa degli sviluppi della procedura di estradizione. L’iter giudiziario è solo all’inizio, ma la difesa si prepara a contestare punto per punto le accuse, invocando l’assenza di prove concrete e il rischio di un clamoroso errore di identificazione.