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Conservatorio di Milano: chiuse le indagini su presunte ammissioni irregolari a pagamento, coinvolti 5 docenti e 19 allievi

Milano – La Procura di Milano ha notificato la chiusura delle indagini relative a un’inchiesta che coinvolge il Conservatorio “Giuseppe Verdi” del capoluogo lombardo. L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Giovanni Polizzi, ha fatto luce su un presunto sistema illecito che avrebbe permesso l’accesso irregolare di alcuni studenti in cambio di denaro o regali ai docenti. […]

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Milano – La Procura di Milano ha notificato la chiusura delle indagini relative a un’inchiesta che coinvolge il Conservatorio “Giuseppe Verdi” del capoluogo lombardo. L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Giovanni Polizzi, ha fatto luce su un presunto sistema illecito che avrebbe permesso l’accesso irregolare di alcuni studenti in cambio di denaro o regali ai docenti. L’istituzione musicale, tra le più prestigiose d’Italia, figura come parte offesa nel procedimento.

Esami di ammissione e pacchetti di lezioni da migliaia di euro

Secondo quanto emerso, alcuni candidati – in particolare studenti di nazionalità cinese – avrebbero pagato tra i 9.000 e i 12.000 euro per frequentare “pacchetti” di lezioni private, funzionali al superamento dell’esame di ammissione. L’accusa contesta un sistema collaudato, con 58 capi d’imputazione che spaziano dalla corruzione alla falsità ideologica, fino all’induzione a dare o promettere utilità. Le indagini coinvolgono cinque insegnanti di canto, tre dei quali già sospesi, e 19 studenti.

Regali di lusso per facilitare l’ingresso all’istituzione

Nel 2022, una docente avrebbe suggerito in modo esplicito la tipologia di regali graditi, indicando accessori firmati come orecchini Chanel e Louis Vuitton. Altri oggetti emersi durante gli accertamenti includono elettrodomestici e gadget tecnologici, tra cui un ventilatore, un lava pavimenti e una cassa bluetooth. In un episodio del 2021, un’insegnante avrebbe rifiutato un’offerta in denaro, proponendo in alternativa una borsa come dono, per poi impegnarsi nel favorire l’ammissione della studentessa.

Le difese: “Protezione dei talenti in un sistema distorto”

Durante gli interrogatori, una delle docenti indagate ha dichiarato di aver agito nel tentativo di tutelare studenti meritevoli, in un contesto che – a suo dire – non sempre garantiva equità a causa di comportamenti impropri di altri colleghi. Alcuni studenti sono invece coinvolti per aver svolto ruoli di mediazione linguistica con candidati che non parlavano fluentemente l’italiano.

Verso la richiesta di rinvio a giudizio

Il passo successivo sarà con ogni probabilità la richiesta di rinvio a giudizio per le persone coinvolte. La chiusura delle indagini rappresenta una tappa significativa in un procedimento che solleva interrogativi sull’etica nei processi di selezione accademica e sulla necessità di rafforzare la vigilanza all’interno delle istituzioni pubbliche di alta formazione.

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