Consumo di Suolo, confermata una riduzione significativa in Lombardia. Rosati (AVS): “Ora Province e Comuni devono fare di più”
Milano – Secondo l’undicesimo Rapporto Ispra sul consumo di suolo in Italia, per la prima volta la Lombardia segna una riduzione nell’incremento del consumo di suolo. I dati, pubblicati questa mattina, evidenziano una contrazione nell’area consumata, passando da 8.500 ettari nel periodo 2021-2022 a 7.254 ettari nel periodo 2022-2023, un passo positivo anche se la […]
Milano – Secondo l’undicesimo Rapporto Ispra sul consumo di suolo in Italia, per la prima volta la Lombardia segna una riduzione nell’incremento del consumo di suolo. I dati, pubblicati questa mattina, evidenziano una contrazione nell’area consumata, passando da 8.500 ettari nel periodo 2021-2022 a 7.254 ettari nel periodo 2022-2023, un passo positivo anche se la Lombardia rimane la regione con il maggiore indice di consumo di suolo in Italia, pari al 12,19% del suo territorio totale.
Rosati (AVS): “Necessario un impegno continuo da parte delle Amministrazioni Locali”
Giuliano Rosati, presidente di AVS (Associazione per il Verde e il Paesaggio), commenta con soddisfazione il dato positivo ma sottolinea che ora è cruciale che Province e Comuni diventino ancora più virtuosi nel rispettare e superare le indicazioni della Legge Regionale 31 del 2014, che stabilisce precise percentuali di riduzione del consumo di suolo fino al 2030. “Il dato di riduzione è confortante, ma non possiamo fermarci qui. È fondamentale che la tendenza venga confermata anche nei prossimi anni, con il coinvolgimento attivo delle amministrazioni locali nella gestione del territorio”, afferma Rosati.
Il ruolo cruciale dei Piani Territoriali per la sostenibilità ambientale
L’entrata in vigore della Legge Regionale 31 del 2014, che mira a ridurre il consumo di suolo, è finalmente riuscita a rallentare l’espansione dell’impermeabilizzazione del suolo, un fenomeno che contribuisce significativamente alla crisi climatica. “L’impermeabilizzazione del suolo non è solo un problema ambientale, ma anche un fattore che favorisce la crisi climatica“, prosegue Rosati. “I Comuni devono farsi carico della riduzione del consumo di suolo attraverso interventi mirati nei Piani di Governo del Territorio (PGT), implementando azioni che riducano le isole di calore urbane, migliorino la gestione del rischio idrogeologico e promuovano pratiche di sostenibilità ambientale.”
Il Rapporto Ispra del 2024 rappresenta quindi una tappa importante, ma Rosati ribadisce che il vero cambiamento dipende dalla responsabilità e dalla visione delle amministrazioni locali nel proseguire su questa strada, garantendo un futuro più sostenibile e resiliente per la Lombardia.