Continua la protesta dei driver di Esselunga: presidio a Pioltello promosso da FILT CGIL
Driver in sciopero da oltre dieci giorni: “Serve un confronto vero” Milano – Prosegue senza interruzioni la mobilitazione dei driver che operano per il servizio di consegna a domicilio di Esselunga, in sciopero da oltre dieci giorni. Al centro della protesta, promossa da FILT CGIL Milano e Lombardia, la richiesta di condizioni di lavoro dignitose […]
Driver in sciopero da oltre dieci giorni: “Serve un confronto vero”
Milano – Prosegue senza interruzioni la mobilitazione dei driver che operano per il servizio di consegna a domicilio di Esselunga, in sciopero da oltre dieci giorni. Al centro della protesta, promossa da FILT CGIL Milano e Lombardia, la richiesta di condizioni di lavoro dignitose e rispettose del contratto collettivo nazionale, con particolare attenzione ai temi della sicurezza e della tutela della salute sul lavoro.
Presidio davanti alla sede legale di Esselunga a Pioltello
Mercoledì 30 aprile, a partire dalle ore 10.00, i lavoratori e il sindacato terranno un presidio davanti alla sede legale di Esselunga, in via Giambologna 1 a Limito di Pioltello. L’iniziativa mira a portare direttamente all’azienda le istanze di chi da giorni chiede di essere ascoltato. “Vogliamo aprire un dialogo costruttivo – spiegano i promotori – ma finora l’azienda ha scelto il silenzio, evitando ogni forma di confronto, sia a livello nazionale che locale”.
FILT CGIL: “Esselunga investa in diritti, non in divisioni”
Secondo la FILT CGIL, l’atteggiamento dell’azienda è preoccupante: mentre continua a investire in campagne pubblicitarie e strategie comunicative, manca un impegno concreto verso i lavoratori che ogni giorno garantiscono un servizio essenziale per migliaia di famiglie. “Chiediamo un incontro urgente – prosegue il sindacato – perché è ora che Esselunga riconosca le proprie responsabilità verso i lavoratori che rappresentano la spina dorsale del servizio di consegna”.
La mobilitazione continua fino al riconoscimento delle tutele
La protesta, sottolineano i sindacati, non si fermerà fino a quando non saranno accolte richieste precise: un adeguamento delle condizioni di lavoro agli standard previsti dal contratto nazionale, maggiore attenzione alla salute e sicurezza dei driver, e l’apertura di un tavolo di confronto sindacale trasparente.