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Corteo Leoncavallo a Milano: 50mila in piazza, uova e petardi contro la polizia. Politica divisa

Milano scende in piazza per il Leoncavallo: cori, lancio di uova e tensione con la polizia, tra solidarietà e dure critiche politiche

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Il corteo in difesa del Leoncavallo, sgomberato lo scorso 21 agosto, ha portato in piazza circa 50mila persone secondo gli organizzatori. La manifestazione, partita da Porta Venezia con lo slogan “Giù le mani dalla città”, ha attraversato le vie del centro fino a raggiungere piazza Duomo, nonostante il divieto iniziale della Questura. Dal megafono gli attivisti hanno gridato: “Siamo 50mila. Questa città ce la riprendiamo. Non vogliamo una Milano per ricchi”.

Tensioni e lanci contro le Forze dell’Ordine

Davanti alla Prefettura si sono registrati momenti di tensione: da un gruppo isolato sono partiti lanci di uova e petardi verso il cordone di polizia in assetto antisommossa. Nessun agente è rimasto ferito. Più tardi, un blitz parallelo dei centri sociali ha portato all’occupazione simbolica del cantiere del Pirellino di proprietà Coima, con fumogeni, vernice rosa e uno striscione calato dalla facciata: “Contro la città dei padroni”.

Marina Boer: “Spazi di libertà necessari”

Marina Boer, presidente delle Mamme antifasciste del Leoncavallo, ha spiegato le ragioni della piazza: “Lo sgombero è stata l’occasione, ma oggi ribadiamo la necessità di spazi in una città come Milano. Abbiamo lanciato questa manifestazione per avere una risposta dall’esterno e speriamo sia ampia ed eterogenea”.

Luca Stanzione (Cgil): “Colpito lo spazio democratico”

Dura la posizione della Cgil milanese. Il segretario Luca Stanzione ha dichiarato: “Non è stato colpito solo un simbolo, ma lo spazio democratico della città. Questo governo, in difficoltà sulla crisi economica e salariale, reagisce con arroganza e repressione. Scene che ricordano un passato che pensavamo superato”.

Primo Minelli (Anpi): “La risposta di Milano alla destra”

In piazza anche l’Anpi. Il presidente Primo Minelli ha sottolineato: “Siamo qui perché questa è una piazza antifascista. Se la destra voleva lo scalpo di Milano con il blitz al Leoncavallo, oggi la città ha dato la sua risposta: una piazza unitaria, di massa e partecipata”.

Alessandro Capelli (Pd): “Lo dobbiamo alla storia di Milano”

Una delegazione del Pd ha sfilato senza bandiere. Il segretario metropolitano Alessandro Capelli ha spiegato: “Non è una contraddizione essere qui. Lo dobbiamo alla storia di Milano e alla nostra storia personale. Abbiamo scelto di non imporre simboli di partito, perché questa è una piazza plurale. Il ruolo del Pd sarà quello di dare risposte a queste domande”.

Manfredi Catella (Coima): “Democrazia urbanistica distorta”

Il ceo di Coima, Manfredi Catella, ha commentato duramente l’occupazione del Pirellino: “Le manifestazioni violente e le occupazioni abusive rappresentano la nuova proposta del cosiddetto modello Milano. L’opinione pubblica potrà decidere se questa è la città che vogliamo”.

Il centrodestra compatto: “Uno spettacolo indegno”

Dal centrodestra è arrivata una condanna unanime. Riccardo Truppo (FdI) ha attaccato la giunta milanese: “Ancora una volta emerge l’incapacità di prendere una posizione chiara contro le illegalità dei centri sociali”. Il governatore lombardo Attilio Fontana ha parlato di “azioni gravi e scellerate, nulla di nuovo sotto il sole”. Il deputato Riccardo De Corato (FdI) ha definito il corteo “uno spettacolo indegno che calpesta la legalità”.

Per Forza Italia, Filippo De Bellis ha accusato la sinistra di “giustificare comportamenti inaccettabili”, mentre Alessandro Sorte ha denunciato “le contraddizioni del campo largo”. La leghista Silvia Sardone ha parlato di “corteo dei radical chic a difesa degli abusivi”.

Silvia Scurati (Lega): “Solidarietà alle Forze dell’Ordine”

Il consigliere regionale della Lega Silvia Scurati ha espresso vicinanza agli agenti: “Nulla di nuovo da chi difende occupazioni abusive e attacca le Forze dell’Ordine. Esprimo solidarietà a chi ogni giorno garantisce la sicurezza dei cittadini perbene. È grave che al corteo fossero presenti anche rappresentanti delle istituzioni”.

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