Corteo Pro Pal a Milano: insulti a una giornalista durante la manifestazione
Un corteo Pro Pal ha attraversato le strade di Milano sabato 10 gennaio , richiamando circa mille partecipanti, secondo i dati della Questura. La mobilitazione è stata organizzata per contestare gli arresti legati all’inchiesta su alcune associazioni di solidarietà con il popolo palestinese e per chiedere la liberazione di Mohammad Hannoun. Alla protesta hanno aderito […]
Un corteo Pro Pal ha attraversato le strade di Milano sabato 10 gennaio , richiamando circa mille partecipanti, secondo i dati della Questura. La mobilitazione è stata organizzata per contestare gli arresti legati all’inchiesta su alcune associazioni di solidarietà con il popolo palestinese e per chiedere la liberazione di Mohammad Hannoun.
Alla protesta hanno aderito diverse realtà, tra cui l’Associazione Palestinesi in Italia, sindacati di base e collettivi cittadini. Il percorso è partito da via Giacosa, attraversando alcune zone della città fino a via Venini, dove i manifestanti si sono fermati davanti alla sede dell’associazione attualmente sotto sequestro.
Striscioni, slogan e interventi dal palco improvvisato
Durante il corteo si sono susseguiti slogan, cori e interventi al megafono. In via Venini, i partecipanti hanno osservato un lungo applauso simbolico e rilanciato lo slogan per la liberazione degli arrestati, definendoli “colpevoli di solidarietà”.
Tra i presenti anche Mahmoud Hannoun, figlio del presidente dell’Associazione Palestinesi in Italia arrestato lo scorso 27 dicembre. Dal palco improvvisato, Hannoun ha rivendicato il diritto alla protesta e ha criticato duramente le scelte politiche e giudiziarie internazionali, affermando che l’arresto del padre non fermerà il movimento di solidarietà.
Gli insulti alla giornalista durante il corteo
Nel corso della manifestazione si è verificato un episodio di forte tensione. Secondo quanto riportato da Il Giornale, la giornalista Giulia Sorrentino, presente per seguire il corteo in zona via Padova, sarebbe stata presa di mira da alcuni manifestanti con insulti e frasi intimidatorie, pronunciate anche al microfono.
Stando alla ricostruzione, alla cronista sarebbe stato intimato di allontanarsi dalla manifestazione, accompagnando l’invito con slogan offensivi e accuse, in un clima che ha sollevato un acceso dibattito sul rispetto del lavoro giornalistico durante le proteste di piazza.
La reazione del mondo politico: solidarietà bipartisan
L’episodio ha suscitato immediate reazioni dal mondo istituzionale. Numerosi esponenti politici hanno espresso solidarietà alla giornalista e condanna per quanto accaduto. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha sottolineato come insulti e intimidazioni nei confronti dei cronisti rappresentino una grave violazione dei principi democratici, ribadendo il valore centrale della libertà di informazione.
Bignami e Morelli: “Grave attacco alla libertà di stampa”
Sulla vicenda è intervenuto anche Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, definendo l’accaduto “un episodio gravissimo” e chiedendo una condanna netta da parte di tutte le forze politiche. Secondo Bignami, impedire a una giornalista di svolgere il proprio lavoro equivale a un attacco diretto alla libertà di stampa.
Parole di sostegno sono arrivate anche dal sottosegretario Alessandro Morelli, che ha ribadito come il diritto all’informazione rappresenti uno dei pilastri fondamentali di ogni democrazia.