Crediti d’imposta, la stretta del 2026 preoccupa CNA Lombardia: “Colpo alla liquidità di imprese e cittadini”
CNA Lombardia accende un faro su una delle novità più discusse del Disegno di Legge di Bilancio 2026: l’estensione a tutti i contribuenti del divieto di compensare i crediti d’imposta con debiti previdenziali e contributivi. Una modifica che, secondo l’associazione, rischia di mettere in difficoltà migliaia di imprese già provate da costi crescenti e da […]
CNA Lombardia accende un faro su una delle novità più discusse del Disegno di Legge di Bilancio 2026: l’estensione a tutti i contribuenti del divieto di compensare i crediti d’imposta con debiti previdenziali e contributivi. Una modifica che, secondo l’associazione, rischia di mettere in difficoltà migliaia di imprese già provate da costi crescenti e da un mercato in rallentamento.
Una stretta generalizzata sulle compensazioni fiscali
La bozza della manovra prevede che dal 1° luglio 2026 i debiti verso INPS e INAIL possano essere compensati esclusivamente con i crediti d’imposta derivanti dalle dichiarazioni annuali. Stop quindi alla compensazione utilizzata finora per smaltire i crediti legati ai bonus edilizi, ai piani di investimento innovativi (Industry 4.0 e 5.0) e ad altri incentivi fiscali.
Secondo CNA Lombardia, questo limite rischia di bloccare un meccanismo essenziale per la gestione dei flussi finanziari delle PMI e dei professionisti.
Bozzini (CNA Lombardia): “Regole cambiate in corsa, danno per migliaia di aziende”
Il presidente Giovanni Bozzini parla di misura “retroattiva e penalizzante”, sottolineando come molte imprese abbiano accumulato crediti fiscali legati alle politiche di incentivo attuate negli anni scorsi: “Si cambia il quadro normativo mentre le aziende stanno ancora smaltendo i crediti dei bonus edilizi. Il rischio è un danno generalizzato per l’intera filiera, dall’edilizia all’impiantistica fino agli investimenti in innovazione.”
La riduzione dell’ambito di compensazione rischia infatti di trasformare in crediti inutilizzabili molte delle rate maturate, con perdita secca per imprese e cittadini.
Autotrasporto in allarme: “Perdita del beneficio sull’accisa, impatto devastante”
Durissimo il giudizio di Riccardo Gervasoni, presidente di CNA FITA Lombardia. Secondo il settore trasporti, la nuova norma rischia di compromettere l’utilizzo del credito legato al recupero delle accise sul gasolio, uno dei principali strumenti di sostegno alle aziende del comparto.
A questo si aggiunge, nella stessa manovra, l’aumento di 4,05 centesimi al litro dell’accisa sul gasolio, previsto dal 2026: “Oltre al danno, la beffa: meno strumenti di compensazione e costi di esercizio che aumentano.”
Cinema e audiovisivo: “Così si indebolisce il Tax Credit”
Critiche anche da parte del settore culturale. Franco Bocca Gelsi, presidente di CNA Cinema Audiovisivo Lombardia, sottolinea come la misura riduca drasticamente l’efficacia del Tax Credit Cinema, già essenziale per sostenere produzioni e occupazione: “Imprese e lavoratori rischiano una contrazione ulteriore in un comparto già fragile.”
CNA Lombardia: “Serve stabilità normativa, non continui cambi di rotta”
Il segretario regionale Stefano Binda evidenzia il rischio di un effetto domino sulla fiducia: “Continuare a modificare le regole scoraggia gli investimenti. In questa fase servono stabilità, certezze e percorsi chiari per chi fa impresa.” Secondo CNA Lombardia, la misura potrebbe rallentare la ripresa economica in una fase in cui liquidità e prevedibilità sono elementi cruciali per il sistema produttivo.