Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n°278 dell’11/10/2017) – Organo ufficiale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano

Decreto flussi: Unione Artigiani critica i limiti del sistema e la crisi delle piccole imprese

L’ingresso dei lavoratori stranieri: una crisi per le micro imprese italiane Milano – L’Unione Artigiani denuncia i gravi effetti economici derivanti dalla gestione delle quote stabilite dal Decreto Flussi. Secondo l’associazione, il sistema attuale sta causando perdite di almeno 4 miliardi di euro all’anno per il Paese, a causa di imposte e contributi non riscossi […]

Di

L’ingresso dei lavoratori stranieri: una crisi per le micro imprese italiane

Milano – L’Unione Artigiani denuncia i gravi effetti economici derivanti dalla gestione delle quote stabilite dal Decreto Flussi. Secondo l’associazione, il sistema attuale sta causando perdite di almeno 4 miliardi di euro all’anno per il Paese, a causa di imposte e contributi non riscossi e di economie bloccate. Inoltre, le micro e piccole imprese, che da sempre sono il motore dell’economia locale, stanno subendo enormi difficoltà a causa della mancanza di personale.

Marco Accornero, Segretario Generale di Unione Artigiani Milano e Monza Brianza, afferma: “Il mancato ingresso dei lavoratori stranieri previsti dal Decreto Flussi sta mettendo a rischio la sopravvivenza delle piccole imprese, costrette a rinunciare a nuove opportunità di lavoro e, in alcuni casi, a chiudere i battenti. Non c’è più tempo, è necessario cambiare questo modello.”

Un sistema che non funziona: solo il 7,8% delle quote ha portato a permessi di soggiorno

Secondo il monitoraggio effettuato dal network delle associazioni “Ero Straniero”, solo il 7,8% delle quote previste dal Decreto Flussi si è tradotto in permessi di soggiorno e contratti stabili, con una riduzione rispetto al 13% registrato nel 2023. Molti lavoratori stranieri sono ancora in attesa di risposte, con il rischio che i tempi lunghi danneggino ulteriormente le attività economiche. Più di 8 lavoratori su 10, infatti, sono “in sospeso” da oltre un anno, senza notizie definitive.

“Basta click day: flussi aperti tutto l’anno”

Accornero critica duramente il sistema del “click day” utilizzato per le richieste, definendo il processo una “lotteria”. “Ogni ritardo nel Decreto Flussi è un danno concreto per le imprese, che vedono compromesse le loro attività e la possibilità di crescere”, sottolinea. L’Unione Artigiani chiede una modifica radicale del sistema, con flussi di ingresso aperti durante tutto l’anno, e un’azione mirata per garantire una maggiore trasparenza e rapidità nelle procedure.

Micro e piccole imprese: pronte ma bloccate

Le micro e piccole imprese artigiane si trovano pronte ad accogliere nuovi lavoratori, ma sono ostacolate dalla burocrazia. Accornero aggiunge: “Le nostre imprese hanno già i contratti di lavoro pronti, gli appartamenti affittati e in molti casi hanno predisposto anche percorsi di formazione. Ma tutto ciò è fermo per colpa di un sistema inefficace”.

Il caso delle pratiche ferme: un danno per le imprese e l’economia

L’Unione Artigiani denuncia che quasi il 50% delle pratiche seguite dall’associazione sono ancora bloccate. A causa di questi ritardi, le aziende non riescono a fornire informazioni certe ai propri dipendenti o ai lavoratori stranieri che aspettano di iniziare a lavorare.

Storie di ritardi: danni concreti per le imprese

L’esperienza di Conterm di Cesate (MI), azienda di serramentisti, è emblematico: da un anno aspettano notizie dal Pakistan riguardo la pratica di un lavoratore, Bilal, e intanto sono costretti a rinunciare a lavori. “Ogni giorno che passa è un danno per noi”, spiega Oniga Aurel Durin, titolare dell’azienda. Situazioni simili riguardano altre realtà, come Villella, una micro impresa edile, che ha un lavoratore pronto per lavorare ma che non può iniziare a causa dei ritardi burocratici.

Non tutte le aziende stanno vivendo la stessa difficoltà. La Fashion-Art di Lentate sul Seveso (MB), specializzata nella modellistica per l’alta moda, ha visto il successo delle proprie richieste al Decreto Flussi, con cinque nuovi lavoratori già arrivati e pronti a entrare in attività. Tuttavia, per il quinto lavoratore, le procedure sono ancora in fase di completamento.

Un appello per cambiare il sistema

Accornero conclude: “Le piccole imprese sono pronte a lavorare con i lavoratori stranieri, ma hanno bisogno di un sistema che funzioni. Non possiamo permetterci ulteriori ritardi, o rischiamo di compromettere la crescita e la competitività dell’industria artigiana italiana”.

Condividi questo articolo

Altre notizie