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Due morti sul lavoro in 12 ore a Milano: Cgil lancia l’allarme sicurezza

Milano – In meno di mezza giornata, due lavoratori hanno perso la vita mentre svolgevano il proprio lavoro nel capoluogo lombardo e nella sua provincia. Un drammatico bollettino che riaccende i riflettori sulla scarsa tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro, troppo spesso affrontata solo dopo l’ennesima tragedia. Incidente mortale in un deposito logistico a […]

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Milano – In meno di mezza giornata, due lavoratori hanno perso la vita mentre svolgevano il proprio lavoro nel capoluogo lombardo e nella sua provincia. Un drammatico bollettino che riaccende i riflettori sulla scarsa tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro, troppo spesso affrontata solo dopo l’ennesima tragedia.

Incidente mortale in un deposito logistico a Carpiano

Il primo episodio si è verificato nella serata di lunedì 5 maggio a Carpiano, nell’area di un centro logistico DHL in via Aldo Moro. Un uomo di 60 anni è stato investito da una motrice nel piazzale, pochi minuti dopo aver ultimato lo scarico di un carico merci. Per lui non c’è stato nulla da fare. Le autorità competenti stanno ricostruendo l’esatta dinamica dell’incidente.

Operaio perde la vita in un cantiere a Lambrate

Nella mattinata di martedì 6 maggio un altro incidente fatale è avvenuto in un cantiere edile nel quartiere Lambrate, a Milano. Le cause sono ancora oggetto di indagine, ma il risultato è purtroppo lo stesso: una nuova vita spezzata sul lavoro.

Cgil Milano: “Basta retorica, servono azioni concrete”

Vincenzo Greco, della segreteria della Cgil Milano, denuncia con forza l’inerzia istituzionale e produttiva sul fronte della sicurezza: “Non possiamo più tollerare che si continui a parlare di sicurezza solo dopo un lutto. Servono controlli reali, ispettori del lavoro – oggi appena 20 per tutta Milano – e una cultura della prevenzione che metta davvero al centro la vita delle persone”.

“Stop agli annunci: ogni morte è una sconfitta dello Stato”

La Cgil chiede un impegno serio e strutturato da parte di aziende, istituzioni e governo. “Basta parole vuote e misure di facciata. Ogni lavoratore che muore è il segno di un sistema che ha fallito. Lo Stato non può più rispondere con silenzi o retorica. Servono responsabilità chiare, formazione, investimenti e ispettori. Subito”.

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