Edoardo Vedani e la sua Intals: l’alluminio che rigenera Milano, tra memoria industriale e futuro sostenibile
Dalla rubrica WikiMilano su Radio Lombardia, il racconto di un imprenditore che con la sua azienda ha trasformato l’alluminio in simbolo di una Milano che non smette mai di reinventarsi
Dalla rubrica WikiMilano su Radio Lombardia, il racconto di un imprenditore che con la sua azienda ha trasformato l’alluminio in simbolo di una Milano che non smette mai di reinventarsi
“Una volta l’alluminio costava quanto l’oro. Oggi è il cuore pulsante dell’economia circolare”. Così Edoardo Vedani, presidente onorario di Intals, azienda storica milanese, ai microfoni di Radio Lombardia per la rubrica WikiMilano. Con una memoria vivissima, Vedani ha raccontato non solo l’evoluzione di un metallo – l’alluminio -, ma anche il cambiamento di un intero paradigma industriale, economico e sociale della Grande Milano.
Intals, infatti, è molto più di una fabbrica: è un pezzo di Milano. La sua storia si intreccia con quella della città, dei suoi quartieri operai, della sua crescita economica e sociale. Edoardo Vedani ha visto la metropoli cambiare, ed è riuscito a guidare l’azienda senza mai perdere il legame con il territorio. Oggi, con i figli Marco e Nicola al timone, la quarta generazione è pronta ad affrontare le sfide del futuro.
L’alluminio non si produce, si rigenera
Fondata nel 1902 dal nonno Vincenzo, Intals è oggi uno dei pilastri italiani del riciclo dei metalli, trasformando ogni giorno 700 tonnellate di alluminio in leghe pronte per l’industria, a Parona e Ambivere.
“Non produciamo alluminio. Diamo nuova vita all’alluminio”. Questo è il mantra dell’imprenditore, e la filosofia che ha reso Intals un punto di riferimento europeo per la sostenibilità nel settore metalmeccanico. In un’epoca segnata dalla crisi climatica, Intals rappresenta quella rara combinazione di industria pesante e visione ecologica, contribuendo a ridurre l’impronta ambientale della filiera automotive e non solo.
Crisi dell’auto ed elettrico incerto: la sfida continua
Nonostante la solidità del modello, Intals non è immune alle turbolenze. L’alluminio riciclato è legato a doppio filo con il settore automobilistico, attualmente in bilico tra motori tradizionali e veicoli elettrici. “Non siamo in crisi, ma dobbiamo rifare bene i conti”, dice Vedani. La transizione ecologica, tra incentivi instabili e normative mutevoli, richiede una visione imprenditoriale flessibile e intergenerazionale.
Umanesimo industriale: “Una mail non è progresso, è distanza”
Con uno sguardo nostalgico ma mai rassegnato, Vedani racconta la Milano degli anni ’60 come un’epoca in cui progresso e umanità andavano di pari passo. Oggi il lavoro è più veloce, più digitale, ma anche più impersonale. “Il progresso è mandare una mail fredda al collega. La civiltà era alzarsi e chiedergli come stava”. La sua è una critica gentile ma profonda alla perdita di civiltà nei rapporti professionali, in una Milano capitale dell’innovazione.
“Giovani disorientati post-pandemia”: un futuro da riscrivere
“Il Covid ha massacrato i giovani. I miei undici nipoti sono disorientati”. Le parole di Vedani toccano un nervo scoperto. Tra lockdown, isolamento e mancanza di prospettive chiare, le nuove generazioni si trovano a navigare in un mondo che ha smarrito le sue bussole. Ecco perché il ruolo di aziende come Intals è anche sociale: offrire non solo lavoro, ma direzione.
Una presenza che conta, ogni giorno
A 86 anni, Edoardo Vedani continua ad andare in ufficio. “Non per lavorare, ma per esserci”. In un mondo che celebra la produttività, lui sceglie la presenza. È un modo per trasmettere valori, custodire memoria e accompagnare il passaggio generazionale. E nonostante un rimpianto per non aver mai visto l’Australia, c’è spazio per la gratitudine verso una vita vissuta “guardando sempre avanti”, con accanto una moglie paziente, una famiglia unita e un’identità aziendale solida come l’alluminio che trasforma.