Fatima Haidari, la forza di chi sceglie di cambiare il proprio destino
Apri la galleria fotografica (2 foto)Non parla per suscitare compassione. Non cerca commiserazione. Quando racconta la sua storia, ciò che arriva al pubblico è soprattutto una straordinaria energia vitale, la convinzione che il destino non sia qualcosa di immutabile e che anche nelle circostanze più difficili ogni persona possa trovare la forza di costruire il proprio futuro.
È questa l'impressione lasciata da Fatima Haidari, ospite il 17 settembre del Rotary Club Castellanza per una serata fortemente voluta dalla presidente Ornella Ferrario e significativamente intitolata “La voce delle donne che non possono parlare”.
La sua testimonianza è intensa, a tratti commovente. Ma ciò che colpisce davvero è il modo in cui riesce a trasformare un'esperienza durissima in un messaggio di speranza e responsabilità. Fatima non si presenta mai come una vittima. Si presenta come una giovane donna che ha scelto di non rinunciare ai propri sogni e che oggi vuole aiutare altri a fare lo stesso.
Nata in un piccolo villaggio della provincia afghana di Ghowr, di etnia Hazara, Fatima trascorre l'infanzia tra le montagne, aiutando la famiglia come pastorella, come lei stessa si definisce Una bambina che conduce al pascolo pecore e mucche, ma che già allora coltiva una domanda semplice e rivoluzionaria: «Che cosa voglio per me stessa?»
È una domanda che avrebbe accompagnato tutta la sua vita.
Fin da piccola comprende il valore dell'istruzione. Impara a scrivere tracciando lettere sulla sabbia e cerca ogni occasione per apprendere. Quando la famiglia si trasferisce in un’altra città, trova il modo di finanziare i propri studi realizzando lavori artigianali. Sono anni di sacrifici, ma anche di scoperte. Perché, come ama ripetere, «quando impari di più, hai sogni più grandi».
Accanto a lei c'è una figura fondamentale: la madre. Una presenza affettuosa e determinante, sospesa tra il desiderio di proteggere la figlia e la consapevolezza delle sue straordinarie capacità. Pur cresciuta nella cultura tradizionale del proprio Paese, la madre di Fatima non ha mai spento quella curiosità e quella voglia di crescere. Anzi, le ha dato sostegno e incoraggiamento nei momenti decisivi, aiutandola a credere in sé stessa.
La giovane afghana prosegue gli studi fino all'università, dove sceglie Giornalismo e Comunicazione di Massa. Ma ancora una volta non si limita a costruire il proprio percorso personale. Vuole creare opportunità anche per gli altri.
Con dieci amiche fonda un'organizzazione dedicata all'empowerment femminile. Conduce il programma radiofonico Winner Women, raccontando storie di donne che hanno trovato il coraggio di cambiare la propria vita. Lavora come insegnante d'inglese e promuove iniziative culturali e formative per le ragazze della sua comunità.
La sua convinzione è semplice e al contempo potente: “fare qualcosa è sempre meglio che non fare nulla”.
Nel 2020 raggiunge un altro importante traguardo diventando la prima guida turistica donna dell'Afghanistan. Un ruolo che le permette di raccontare al mondo la bellezza e la storia del suo Paese e ad entrare in contatto con persone e cultura occidentali. La sua esperienza attira l'attenzione di media internazionali, tra cui la CNN, che sceglie di raccontare la sua vicenda come esempio di determinazione e leadership femminile.
La sua vita sembra finalmente prendere la direzione sognata. Poi arrivano gli estremisti.
Le minacce la costringono a lasciare il proprio paese nell'agosto del 2021. Dietro di sé lascia i suoi cari, gli amici, l'università, il lavoro e una vita costruita con fatica. Riesce a raggiungere l'Italia dopo giorni drammatici e un viaggio che avrebbe spezzato molte persone.
Ma non lei.
La forza di Fatima emerge proprio nella capacità di ricominciare. Arrivata in Italia, trasforma nuovamente le difficoltà in opportunità. Riprende gli studi, ottiene una prestigiosa borsa di studio all'Università Bocconi e oggi vive a Milano, dove studia Politica Internazionale e Governo.
Parallelamente, continua il proprio impegno sociale attraverso l'associazione Alefba (ndr https://alefbaassociation.org/) , sostenendo l'accesso all'istruzione per le ragazze afghane e promuovendo il valore della cultura come strumento di libertà, crescita e pace.
Ascoltandola, si comprende che il cuore del suo messaggio non riguarda soltanto l'Afghanistan. Riguarda ciascuno di noi.
I sogni possono cambiare sotto cieli diversi. Le circostanze possono essere favorevoli o avverse. Ma la scelta di crescere, imparare e aiutare gli altri resta sempre possibile.
«Come posso aiutare gli altri a cambiare?». È la domanda che Fatima si pone fin da ragazza. Oggi la risposta è davanti agli occhi di tutti: con la sua storia, il suo esempio e la sua tenacia, continua a ispirare chiunque la ascolti.
Perché la vera forza non consiste soltanto nel superare gli ostacoli. Consiste nel trasformare il proprio cammino in una strada percorribile anche dagli altri. E Fatima Haidari, con la naturale autorevolezza delle persone che hanno saputo conquistarsi il proprio futuro, sta facendo esattamente questo.
E Ornella Ferrario, Presidente del club Castellanza, al termine della serata condivide il suo pensiero: “Ho voluto aprire la mia stagione rotariana con la testimonianza di una donna, giovane testimone di un vissuto impensabile per noi, donne occidentali, esempio di grande tenacia, di coraggio e intelligenza. Fatima è una donna che incarna i valori rotariani e il motto dell’anno ‘create lasting impact’ perché persevera nel cammino di riscatto per sé e per tutte le donne afghane, fortemente convinta che l’istruzione sia un bene irrinunciabile, uno strumento di pace e libertà ‘più efficace di qualsiasi battaglia’”.