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Emergenza peste suina: la Lombardia sollecita cassa integrazione agricola anche per i lavoratori a tempo determinato

Milano – La Regione Lombardia si mobilita per affrontare l’impatto occupazionale ed economico causato dall’emergenza peste suina africana. In una recente audizione delle commissioni Attività Produttive e Agricoltura del Consiglio regionale, i sindacati CGIL, CISL e UIL hanno richiesto al Governo una deroga alla cassa integrazione agricola (CISOA) che includa anche i lavoratori a tempo […]

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Milano – La Regione Lombardia si mobilita per affrontare l’impatto occupazionale ed economico causato dall’emergenza peste suina africana. In una recente audizione delle commissioni Attività Produttive e Agricoltura del Consiglio regionale, i sindacati CGIL, CISL e UIL hanno richiesto al Governo una deroga alla cassa integrazione agricola (CISOA) che includa anche i lavoratori a tempo determinato, finora esclusi.

Un tavolo di lavoro per sostenere lavoratori e filiera

Su proposta di Diego Invernici (Fratelli d’Italia), è stato avviato un tavolo di lavoro con l’obiettivo di elaborare una risoluzione che delega la Regione a chiedere al Ministero dell’Agricoltura (MIPAAF) ammortizzatori sociali straordinari. Questi strumenti mirano a tutelare l’occupazione e a salvaguardare la filiera suinicola, colpita dalle limitazioni imposte dalla peste suina africana.

Sindacati: “Cassa integrazione insufficiente per affrontare l’emergenza”

Paolo Righini, rappresentante della FLAI CISL, ha sottolineato l’urgenza di ampliare le misure di sostegno. “Attualmente, la cassa integrazione agricola prevede un massimo di 90 giorni nell’anno solare, del tutto inadeguati in questa situazione. L’anno scorso siamo riusciti ad ottenere sei mesi aggiuntivi per motivi infettivi, ma ora le aziende sono nuovamente in difficoltà. Molti lavoratori rischiano di perdere il lavoro entro aprile, poiché le aziende non possono ripopolare gli allevamenti,” ha spiegato.

Fabio Singh, della FLAI CGIL, ha evidenziato un problema strutturale: “I lavoratori a tempo determinato, che rappresentano una quota significativa, non hanno alcuna forma di tutela. Anche i lavoratori a tempo indeterminato ricevono una cassa integrazione parziale. La situazione si aggrava ulteriormente nei macelli e nelle industrie di trasformazione, già pesantemente colpite.”

UIL: “È necessario un intervento straordinario”

Sergio Cislaghi, della UIL Lombardia, ha ribadito: “Siamo già in ritardo. Serve un intervento straordinario per far fronte a questa crisi che coinvolge l’intero sistema produttivo legato al settore suinicolo.”

Assica: perdite per 600 milioni di euro dal 2022

Dal lato delle imprese, Giada Battaglia di ASSICA (Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi) ha illustrato i gravi danni economici causati dalle restrizioni sulle esportazioni. “Da gennaio 2022, molti Paesi, tra cui Cina, Messico, Uruguay ed Ecuador, hanno bloccato l’importazione di prodotti suini italiani. Il Giappone, nostro principale mercato, ha imposto limitazioni. Questo ha comportato una perdita di 20 milioni di euro al mese, per un totale di 600 milioni di euro. È fondamentale investire nella diagnosi precoce e in tecnologie innovative per rilevare il virus in tempi rapidi,” ha aggiunto Battaglia.

Un settore da 14 miliardi di euro a rischio

La filiera suinicola italiana, con un valore complessivo di 14 miliardi di euro, è sotto pressione. L’obiettivo della Lombardia è spingere il Governo ad adottare misure straordinarie per garantire la continuità occupazionale e produttiva, proteggendo così un settore cruciale per l’economia del Paese.

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