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Emergenza sicurezza sul lavoro: oltre 1000 morti nel 2024, di cui 171 in Lombardia

Milano – La sicurezza sul lavoro si conferma una delle più gravi emergenze in Italia. Ammontano a 101.194 le denunce di infortunio, di cui 171 mortali, e 3.934 tecnopatie segnalate in Lombardia nei primi undici mesi del 2024. A questi numeri drammatici si aggiungono le tragedie del mese di dicembre, tra cui la morte di […]

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Milano – La sicurezza sul lavoro si conferma una delle più gravi emergenze in Italia. Ammontano a 101.194 le denunce di infortunio, di cui 171 mortali, e 3.934 tecnopatie segnalate in Lombardia nei primi undici mesi del 2024. A questi numeri drammatici si aggiungono le tragedie del mese di dicembre, tra cui la morte di un operaio in un cantiere dei Giochi Invernali Milano-Cortina 2026.

In Italia, invece, sono state presentate all’Inail un totale di 543.039 denunce di infortuni sul lavoro. Il dato registra un lieve incremento dello 0,1% rispetto al 2023, ma evidenzia un calo significativo del 16,7% rispetto al 2022. Un aspetto preoccupante riguarda l’aumento degli incidenti in itinere, ovvero quelli che si verificano durante il tragitto casa-lavoro. Questi casi sono cresciuti del 3,7%, passando da 87.428 a 90.626, con un aumento della loro incidenza sul totale degli infortuni, dal 16,1% al 16,7%. Non meno allarmante è il numero dei decessi sul lavoro, che nel 2024 ha superato le mille unità, confermando una crisi che continua a colpire lavoratori e famiglie.

“Dati allarmanti che fotografano una realtà in cui la dignità del lavoro viene calpestata ogni giorno”, dichiara Eloisa Dacquino, Segretaria Confederale UIL Lombardia. “Il numero impressionante di vittime dimostra il fallimento delle politiche varate e l’assenza di un’efficace strategia nazionale per contrastare questa guerra civile che colpisce lavoratrici e lavoratori”.

Una tragedia che si ripete

Il 2025 si è già aperto con due morti sul lavoro nel settore delle costruzioni nei Comuni di Clusone e Trescore Cremasco e con tre operai rimasti feriti nell’esplosione di una fabbrica a Rho nella notte del 10 gennaio.

Dacquino sottolinea l’inefficacia delle misure adottate finora. “Le politiche di prevenzione e controllo, nonostante l’aumento delle violazioni in materia di sicurezza, risultano insufficienti e incapaci di affrontare le criticità sistemiche. In particolare, la mancanza di un Accordo Stato-Regioni aggiornato sulla formazione, elemento cardine della prevenzione, continua a essere un grave ritardo”.

Le richieste del sindacato

La UIL Lombardia ribadisce la necessità di un sistema di prevenzione efficace che si basi su:

  • Investimenti mirati nella formazione, con risorse dedicate per prevenire incidenti sul lavoro.
  • Aumento dei controlli attraverso l’assunzione a tempo indeterminato di personale qualificato per i servizi di prevenzione e ispezione.
  • Revisione delle politiche di prevenzione, superando interventi straordinari e temporanei, per rendere strutturale il sistema di sicurezza.
  • Ascolto e condivisione delle proposte sindacali, troppo spesso ignorate.

“In Lombardia, nonostante le misure di programmazione previste per il 2025, mancano interventi realmente incisivi. È indispensabile agire con responsabilità. Rendendo prioritario il contrasto al caporalato, l’applicazione dei contratti e la tutela della vita dei lavoratori”, aggiunge Dacquino.

Un appello per il futuro

Il settore delle costruzioni, che registra il maggior numero di infortuni mortali, rappresenta un campanello d’allarme non solo per la Lombardia, ma per l’intero Paese. “Occorre volontà politica e assunzione di responsabilità per adottare provvedimenti che tutelino concretamente la vita delle persone. È tempo di passare dalle parole ai fatti”, conclude Dacquino.

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