Escalation di violenza a Sesto San Giovanni: il sindaco scrive al prefetto “Serve aiuto, la città è allo stremo”
Dopo l’ennesima aggressione a Sesto San Giovanni, il sindaco Di Stefano invoca l’intervento del prefetto: “Non possiamo più farcela da soli”.
Ancora sangue e paura a Sesto San Giovanni. Un raid punitivo, con un giovane di 22 anni accoltellato e una pizzeria devastata, ha riacceso la tensione nella città dell’hinterland milanese. L’episodio, avvenuto in via Firenze, è solo l’ultimo di una lunga serie di atti di microcriminalità che ormai da mesi mettono in allarme residenti e istituzioni.
Il sindaco Di Stefano al prefetto: “Serve un intervento immediato”
Di fronte a un’escalation che non accenna a fermarsi, il sindaco Roberto Di Stefano ha scritto una lettera ufficiale al prefetto di Milano, chiedendo un supporto concreto delle autorità statali. “Siamo di fronte a una situazione che non può più essere considerata semplice sicurezza urbana. Serve un’azione coordinata tra tutte le istituzioni”. Il primo cittadino, esponente della Lega, ha ricordato gli sforzi del Comune in materia di sicurezza: nuove telecamere, pattugliamenti serali, cani antidroga, bodycam e taser. “Ma non basta – ha aggiunto –. È il momento che lo Stato dia un segnale forte. Un sindaco non può arrestare o espellere chi delinque, ma noi continueremo a fare la nostra parte con ancora più determinazione”.
Raid punitivo e paura nei quartieri
La scintilla è stata un violento regolamento di conti: una decina di giovani ha aggredito un 22enne, costringendolo a rifugiarsi in una pizzeria, poi distrutta dagli stessi aggressori. Il ragazzo è stato soccorso in codice giallo e trasportato in ospedale. L’episodio ha scosso profondamente la comunità di Rondò-Torretta, una delle zone più colpite da episodi di violenza e degrado.
Cittadini in piazza: “Basta paura, vogliamo sicurezza”
Già lo scorso 3 ottobre circa 300 residenti erano scesi in strada per chiedere più sicurezza, e un nuovo presidio è previsto per il 9 ottobre. Senza bandiere né simboli politici, i cittadini denunciano una città “lasciata a sé stessa”.
Anche il sindaco sostiene la necessità di “innalzare i livelli di sicurezza” nei quartieri più difficili e di valutare “misure speciali contro la criminalità organizzata”, che, secondo Di Stefano, “è ormai parte integrante del problema”.
Le opposizioni: “Una città nel baratro”
Intanto, le opposizioni di centrosinistra — da Pd a M5S, passando per Azione, Avs, Italia Viva e Rifondazione — accusano l’amministrazione di aver “smantellato il tessuto sociale e culturale” della città. In una nota congiunta, i partiti parlano di una “Sesto impoverita e abbandonata”, dove cresce la paura e si sgretola la fiducia nelle istituzioni locali. “Serve restituire alla città sicurezza, decoro e partecipazione”, si legge nel comunicato.