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Evacuato il Campus del Politecnico di Milano: rischio esplosione in laboratorio chimico

Milano – Nel primo pomeriggio di giovedì 12 giugno è stata disposta l’evacuazione precauzionale del campus del Politecnico di Milano in via Mancinelli, a causa di un potenziale pericolo di deflagrazione. L’allarme è scattato in seguito a un incidente verificatosi all’interno di un laboratorio di chimica, dove si è danneggiato un frigorifero contenente sostanze altamente […]

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Milano – Nel primo pomeriggio di giovedì 12 giugno è stata disposta l’evacuazione precauzionale del campus del Politecnico di Milano in via Mancinelli, a causa di un potenziale pericolo di deflagrazione. L’allarme è scattato in seguito a un incidente verificatosi all’interno di un laboratorio di chimica, dove si è danneggiato un frigorifero contenente sostanze altamente instabili.

Allarme per sali di diazonio: rischio esplosione contenuto dai vigili del fuoco

Secondo quanto comunicato dai Vigili del Fuoco, la sostanza interessata dall’incidente è una piccola quantità di sali di diazonio – circa cinque grammi – che, se sottoposti a determinate condizioni, possono generare una deflagrazione. Il nucleo Nbcr (nucleare, biologico, chimico, radiologico) è immediatamente intervenuto sul posto per mettere in sicurezza l’area e valutare i rischi per studenti e personale.

Sul luogo dell’intervento sono accorsi anche gli artificieri dei Carabinieri, impegnati nel monitoraggio e nella bonifica della zona. Non risultano al momento persone ferite né intossicate. Le operazioni di evacuazione si sono svolte in modo ordinato e senza criticità.

Precedente incidente: ricercatrice ferita gravemente in laboratorio

L’episodio odierno segue di pochi giorni un altro incidente avvenuto nello stesso campus. Lo scorso 3 giugno, una ricercatrice di 54 anni era rimasta gravemente ferita durante un esperimento con acido ipofosforoso e composti azotati. L’esplosione di un’ampolla le ha causato l’amputazione di un dito e altre lesioni alla mano e all’addome.

In quell’occasione, sei persone erano state coinvolte, ma solo la ricercatrice era stata trasportata in codice giallo all’ospedale Multimedica di Sesto San Giovanni. Anche in quel caso era intervenuto il nucleo Nbcr per la gestione della pericolosità chimica.

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