Femminicidi, l’appello di Sala: “Serve subito il Codice Rosso rafforzato. Gli uomini cambino cultura”
Il sindaco Sala interviene dopo l’uccisione di Luciana Ronchi: “Subito il Codice Rosso rafforzato e un cambio culturale maschile”.
Dopo l’omicidio di Luciana Ronchi, uccisa a Milano nel quartiere Bruzzano, il sindaco Beppe Sala interviene con parole di dolore e indignazione. In un editoriale pubblicato sul Corriere della Sera, il primo cittadino milanese ha espresso la stanchezza di un Paese che continua a contare vittime: “Ci troviamo nell’insostenibile condizione di chi vorrebbe gridare ‘Ora basta’, ma anche di chi non sopporta più ripetere queste parole. Un dramma che si ripete ormai ogni tre giorni”.
Solo nel 2024, in Italia, 120 donne sono state uccise da uomini, spesso all’interno delle mura domestiche. “Una tragedia quotidiana – scrive Sala – che abbiamo imparato a nominare con una parola, femminicidio, che non avremmo mai voluto coniare”.
Denunciare non basta: serve una rete di protezione attiva
Il sindaco sottolinea come i segnali di pericolo, nella maggior parte dei casi, siano visibili e noti a familiari o amici. Tuttavia, la paura e la vergogna spesso paralizzano le vittime. “Le donne dovrebbero denunciare, ma è comprensibile chi non riesce a farlo. Per questo ognuno di noi deve diventare parte del loro sistema immunitario”.
Sala rilancia l’idea di una forma di segnalazione anonima, che permetta di attivare le autorità anche senza una querela formale. Ma, aggiunge, perché funzioni serve una maggiore sensibilità delle forze dell’ordine e della magistratura, in grado di agire tempestivamente e proteggere davvero chi chiede aiuto.
Codice Rosso 2.0: la proposta ferma in Parlamento
Tra i temi centrali dell’intervento, Sala richiama l’urgenza di approvare il “Codice Rosso rafforzato 2.0”, una proposta di legge ancora bloccata in Parlamento.
Il pacchetto di misure prevede:
- braccialetto elettronico obbligatorio per chi è denunciato per violenza domestica o stalking, anche prima della convalida del giudice;
- sorveglianza attiva con intelligenza artificiale, capace di incrociare denunce, referti medici e segnalazioni per individuare situazioni a rischio;
- accesso automatico a case rifugio entro 24 ore dalla denuncia, con copertura economica statale per i primi tre mesi;
- sospensione immediata della potestà genitoriale nei casi di violenza assistita dai minori.
“È il momento di agire – afferma Sala –. Ogni giorno di ritardo può costare una vita”.
La responsabilità collettiva: “Gli uomini devono cambiare”
Il sindaco richiama anche la responsabilità sociale e culturale di tutti: “Serve una mano sulla coscienza, non solo sulla legge. Denunciamo quando sappiamo di una donna in pericolo, ma ricordiamo che senza un cambiamento nella mentalità maschile, questa battaglia è persa”. Secondo Sala, la vera prevenzione passa dall’educazione al rispetto e all’uguaglianza di genere, perché “i veri colpevoli sono gli uomini, e finché non lo ammetteremo come società, continueremo a contare vittime”.
Un Paese che non può più aspettare
Le parole di Sala arrivano dopo l’ennesimo femminicidio che ha scosso Milano e l’Italia intera. Il sindaco chiude il suo intervento con un messaggio chiaro: “Ogni donna uccisa è una sconfitta collettiva. È tempo che la giustizia, la politica e la società intera dicano davvero: basta, e lo facciano con i fatti”.