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FIALS denuncia emergenza al San Raffaele: tagli, carenze e stipendi fermi da 13 anni

Crisi al San Raffaele: organici ridotti, stipendi bloccati e assemblea aperta il 24 settembre

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La FIALS Milano, componente della RSU del San Raffaele, lancia l’allarme: la situazione nell’IRCCS è ormai al limite. Accessi contingentati, sportelli chiusi, posti letto ridotti, carenza di personale e un ricorso massiccio a straordinari e appalti esterni stanno mettendo in ginocchio l’ospedale. Il risultato? Attese interminabili al pronto soccorso e un clima lavorativo sempre più insostenibile.

Stipendi congelati da oltre un decennio

Accanto alla crisi organizzativa c’è quella economica. Il contratto applicato (sanità privata AIOP) non viene aggiornato da più di sette anni e resta inferiore rispetto a quello del settore pubblico. I dipendenti con oltre 14 anni di anzianità hanno il salario netto bloccato: la busta paga del 2025 è identica a quella del 2012, con una perdita enorme del potere d’acquisto.

La voce dei sindacati

“Il San Raffaele deve tornare a essere un ospedale d’eccellenza – afferma Luca Piccoli, segretario aziendale FIALS –. Oggi vediamo reparti allo stremo e stipendi fermi da un decennio. Servono organici adeguati e più tempo di cura per i pazienti”.
Sulla stessa linea Pasquale Magro, dirigente territoriale FIALS: “I cittadini non devono pagare il prezzo di tagli e precarizzazione. Servono interventi concreti: riapertura degli sportelli, più posti letto e regole chiare su straordinari e appalti”.

Assemblea aperta il 24 settembre

Per costruire un fronte comune tra lavoratori e pazienti, FIALS ha convocato una grande assemblea generale mercoledì 24 settembre dalle ore 9, nello spazio sopra l’Accettazione Centrale. L’incontro sarà aperto anche all’utenza e avrà l’obiettivo di riportare il San Raffaele agli standard che lo hanno reso un punto di riferimento della sanità nazionale e internazionale.

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