Forniture ospedaliere, la Lombardia guida la produzione italiana con 1300 imprese e 58mila addetti
Un'impresa del comparto su tre ha sede in regione. L'associazione dei fornitori aderente a Confcommercio chiede che la filiera venga riconosciuta come parte strutturale del servizio sanitario.
Dietro ogni esame diagnostico, ogni intervento chirurgico e ogni degenza ospedaliera c'è una catena di approvvigionamento che raramente finisce sotto i riflettori. In Lombardia quella catena conta oltre 1.300 imprese, più di 58.000 addetti e un valore della produzione che si avvicina ai quattro miliardi di euro. Quasi un'azienda italiana del settore su tre è insediata in regione, e la Lombardia da sola genera più della metà della produzione nazionale del comparto.
Una filiera nazionale fatta di piccole imprese
Il quadro complessivo del Paese comprende oltre 4.600 aziende e quasi 134.000 occupati, per un mercato che supera i 18 miliardi di euro. La componente prevalente è costituita da piccole e medie imprese, condizione che rende il settore diffuso sul territorio, specializzato per segmenti e in rapporto diretto con le necessità operative delle strutture sanitarie.
Le aziende con sede in Lombardia non lavorano soltanto per gli ospedali lombardi. Operano sull'intero mercato italiano e riforniscono presidi sanitari in tutte le regioni, contribuendo alla circolazione di tecnologie, servizi e competenze lungo la penisola.
Perché il payback colpisce in modo sproporzionato le imprese lombarde
Il meccanismo del payback sui dispositivi medici prevede che, quando la spesa pubblica supera i tetti finanziari fissati in precedenza, le Regioni possano chiedere alle imprese fornitrici una compartecipazione economica allo sforamento. Per le aziende lombarde l'esposizione è duplice. Non sono chiamate a rispondere soltanto delle forniture effettuate in Lombardia, ma dell'attività svolta su tutto il territorio nazionale. Dal momento che le loro quote di mercato sono elevate in gran parte delle regioni italiane, il conto complessivo risulta più pesante rispetto a imprese con raggio d'azione limitato.
Cosa fanno concretamente queste aziende
Il perimetro delle forniture non si esaurisce nella vendita di prodotti. Comprende dispositivi medici, materiali di consumo, apparecchiature, ma anche assistenza tecnica, manutenzione e logistica. La differenza si misura sul piano clinico. Una consegna rispettata nei tempi, la disponibilità di un pezzo di ricambio o un intervento tecnico rapido possono determinare se un esame venga eseguito nella giornata prevista o rinviato.
Collaborazione tra imprese, ospedale e università
In Lombardia si concentra anche una porzione significativa della capacità di ricerca nazionale del settore, con investimenti del comparto che sfiorano i 400 milioni di euro. Il modello che l'associazione indica come punto di forza è quello della collaborazione tra imprese, ospedali, università e centri di ricerca, dalla quale derivano non soltanto nuove tecnologie ma anche soluzioni organizzative applicate ai percorsi di cura.
Le richieste di Asfo Sanità Lombardia
Asfo Sanità Lombardia è l'associazione di Confcommercio che riunisce i fornitori ospedalieri di beni e servizi in sanità della regione, con il compito di rappresentare le imprese nel confronto con le istituzioni su approvvigionamenti, contratti e qualità dei servizi. La posizione dell'associazione parte da una premessa: la filiera delle forniture andrebbe considerata come una componente strutturale del sistema sanitario e non come un fattore esterno. Ne discende una indicazione sulle gare, che secondo Asfo dovrebbero pesare la qualità dei prodotti, l'affidabilità delle imprese, i servizi tecnici offerti e la capacità di garantire continuità anche in situazioni di urgenza.
L'associazione chiede di rafforzare il confronto con Regione Lombardia, con Aria, la centrale acquisti regionale, e con le aziende sanitarie su quattro questioni che incidono direttamente sull'operatività del settore. La prima è la sostenibilità economica dei contratti. La seconda riguarda l'adeguamento dei prezzi quando i costi di produzione e trasporto variano nel corso della fornitura. La terza tocca la certezza dei tempi di pagamento. La quarta chiede che vengano riconosciute le competenze professionali e logistiche messe a disposizione dagli operatori.
La tenuta economica di queste imprese incide sulla continuità delle forniture e quindi sulla capacità degli ospedali lombardi di erogare prestazioni nei tempi previsti.