Hacker in Lombardia, dati sanitari a rischio. Bussolati (PD): “Urge più sicurezza digitale”
Dopo l’attacco hacker ai dati sanitari lombardi, Bussolati (PD) sollecita la Regione a garantire sistemi informatici pubblici più sicuri e standard unificati.
Un nuovo attacco hacker mette in allarme la Lombardia e riaccende il dibattito sulla sicurezza informatica dei dati sanitari. La violazione, che ha coinvolto una piattaforma usata da diversi medici di medicina generale, ha portato alla sottrazione di informazioni personali di numerosi pazienti, poi utilizzate da organizzazioni criminali per tentativi di phishing e truffe online.
Secondo quanto emerso, i malintenzionati avrebbero inviato richieste di denaro dettagliate e verosimili, sfruttando i dati rubati. Un episodio che solleva interrogativi sull’efficacia delle difese digitali della sanità lombarda.
Bussolati (PD): “Falle gravi nel sistema informatico regionale”
A denunciare la gravità della situazione è Pietro Bussolati, consigliere regionale del Partito Democratico, che dopo l’audizione con l’assessorato al Welfare e Aria Spa in Commissione Bilancio al Pirellone, ha lanciato un chiaro allarme: “I dati sanitari dei lombardi devono essere protetti molto meglio. Non possiamo scoprire falle così gravi solo dopo un nuovo attacco hacker.”
Durante l’audizione è emerso che, su venti applicativi informatici utilizzati nella sanità lombarda, solo quattro o cinque rispondono pienamente agli standard di sicurezza informatica richiesti.
Il nodo: software privati e scarsa integrazione con il sistema pubblico
Il problema principale, evidenzia Bussolati, è la mancanza di uniformità tra i sistemi informatici privati utilizzati dai medici e le piattaforme pubbliche regionali.
“Un sistema privato che comunica con la rete sanitaria pubblica deve avere livelli di protezione identici, perché gestisce dati estremamente sensibili. Eppure, abbiamo appreso che in molti casi non è così”, afferma il consigliere dem.
L’esponente del PD punta il dito anche contro la mancanza di un applicativo pubblico unico: “Non capisco perché Regione Lombardia, tramite Aria, non fornisca ai medici di base una piattaforma pubblica efficiente, che garantisca la stessa qualità di quelle private. Non siamo contrari alle app esterne, ma la Regione deve imporre standard di sicurezza a prova di bomba.”