Il Comune di Milano rilancia il Piano Casa: 10mila nuovi alloggi accessibili e una strategia per la città che cambia
Il Comune di Milano approva le nuove linee guida per l’abitare accessibile: 10.000 case in 10 anni e una regia pubblica più forte.
La Giunta di Palazzo Marino ha dato il via libera alle nuove linee di indirizzo del Piano Straordinario per l’Abitare Accessibile, il programma con cui Milano punta a dare risposte concrete all’emergenza abitativa. Il provvedimento, promosso dall’assessore al Bilancio e al Piano Casa Emmanuel Conte, rafforza la regia pubblica del Comune e introduce una serie di innovazioni che aggiornano il piano avviato nel 2024.
Obiettivo: 10.000 alloggi accessibili in dieci anni
Resta invariato il traguardo principale: realizzare 10.000 nuovi alloggi entro i prossimi dieci anni, con canoni sostenibili attorno agli 80 euro al metro quadro l’anno, pari a circa 400 euro mensili per un appartamento di 60 metri quadrati.
Le abitazioni saranno destinate a lavoratrici e lavoratori con redditi compresi tra 1.500 e 2.500 euro al mese, il segmento più colpito dall’aumento dei costi dell’abitare.
Via Demostene, il primo intervento concreto
Il primo bando operativo arriverà tra ottobre e novembre 2025 e riguarderà l’area di via Demostene 10, a Gorla, nei pressi della linea M1. Lì sorgeranno 33 alloggi, 1.500 metri quadri di verde pubblico e 1.200 di spazi commerciali e servizi di prossimità, per un progetto che integra abitare, socialità e sostenibilità.
Quattro linee guida per la nuova strategia
Le nuove direttive approvate in Giunta si muovono lungo quattro assi principali, che puntano a un equilibrio tra pubblico, privato e qualità urbana:
- Concorso internazionale – Una selezione comparativa aperta a progettisti italiani e stranieri per le prossime aree, con attenzione a sostenibilità, accessibilità e innovazione.
- Valorizzazione del patrimonio pubblico – Stop alla vendita di immobili comunali: il primo intervento riguarderà uno stabile in via Trivulzio 18, dove verranno recuperati 12 appartamenti.
- Ampliamento del patrimonio abitativo – Il Comune lancerà bandi per acquisire immobili da altri enti pubblici, destinandoli all’edilizia sociale.
- Rigenerazione urbana e verde – Alcune aree, come via Betti, via De Notaris e piazzale Martesana, saranno dedicate a spazi verdi e funzioni pubbliche.
Conte: “La casa deve tornare un diritto, non un privilegio”
«Con questa delibera riaffermiamo la regia pubblica del Comune: non deleghiamo, ma guidiamo», ha dichiarato l’assessore Emmanuel Conte. «Milano ha bisogno di una strategia che orienti gli investimenti e crei valore sociale. Offrire alloggi a canone accessibile è una scelta di giustizia urbana. Il nuovo Piano Casa mette al centro un’alleanza virtuosa tra pubblico e privato per rigenerare i quartieri e garantire stabilità alle persone che vivono e lavorano in città».
Un piano per la coesione sociale
Il Comune spiega che la nuova strategia per l’abitare si fonda su tre pilastri:
- il Piano Straordinario Casa, evoluto in chiave più inclusiva e sostenibile;
- la valorizzazione dell’edilizia pubblica, con la riqualificazione di 2.500 appartamenti tra il 2025 e il 2027;
- una visione metropolitana, grazie al progetto Sistema Abitare, sviluppato con i Comuni di Cologno Monzese, Gessate e Gorgonzola.
«Non parliamo solo di case – conclude Conte – ma di una città più vivibile, equa e verde. Investire nell’abitare sostenibile significa investire nella coesione sociale e nel futuro di Milano».