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Il Politecnico lancia un master sulla luce e sul colore: quindici mesi per formare i progettisti degli spazi visivi

Il corso "Light and Color Culture and Human Experience" parte il 1° marzo 2027, prima online e poi in presenza

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La luce come materiale da costruzione, al pari del cemento o del vetro. È la premessa da cui muove il nuovo master del Politecnico di Milano intitolato "Light and Color Culture and Human Experience", che si svolgerà dal 1° marzo 2027 al 31 maggio 2028 sotto la direzione scientifica dei professori Francesco Murano e Mario Bisson. L'impostazione del percorso nasce dall'incontro di competenze distinte ma contigue. Murano porta il versante del lighting design, Bisson quello della cultura del colore, della percezione e dell'Environmental Design: due ambiti che il corso tratta come parti di un'unica questione progettuale anziché come discipline separate, e che insieme definiscono la cornice scientifica e culturale dell'iniziativa. 

L'organizzazione didattica procede in due tempi. La fase iniziale è erogata online, mentre la seconda si svolge in presenza, dove l'impianto teorico-critico si traduce in sperimentazione di laboratorio e in esercitazioni progettuali applicate.


Perché illuminare non è solo rendere visibile


Il nucleo teorico riguarda il rapporto tra luce, colore, percezione e superfici. La luce viene letta come elemento che struttura lo spazio, ne definisce l'identità e incide sulla qualità percettiva di chi lo attraversa: una funzione che va oltre il requisito tecnico dell'illuminamento e che il master affronta con strumenti multidisciplinari, mettendo insieme cultura del progetto, percezione visiva, tecnologia della luce, cultura cromatica e studio dei materiali di finitura.

I contenuti spaziano dall'essenza e dal linguaggio della luce e del colore alle loro applicazioni concrete, dagli ambienti domestici al paesaggio e agli spazi aperti. Completano il quadro la misurazione della luce, componente strumentale del mestiere, e il design thinking applicato alla progettazione luminosa e cromatica.


Un profilo professionale ancora poco codificato


Il master si rivolge a chi intende operare come lighting designer o come progettista di ambienti visivi, una figura che in Italia si è affermata prima nella pratica professionale che nei percorsi accademici. La scelta dell'ateneo milanese di dedicarvi un corso di quindici mesi conferma la crescente domanda di specializzazione in un settore fino a poco tempo fa affidato in larga parte all'autoformazione.


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