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Inchiesta appalti Milano-Cortina: l’imprenditore Tomassini si presenta in Procura

Indagini su presunte irregolarità negli affidamenti dei servizi digitali per le Olimpiadi 2026 Milano – Luca Tomassini, imprenditore e fondatore di Vetrya, si è presentato in Procura a Milano per un interrogatorio nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per i servizi digitali delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. L’indagine ipotizza un sistema di corruzione e turbativa d’asta che […]

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Indagini su presunte irregolarità negli affidamenti dei servizi digitali per le Olimpiadi 2026

Milano – Luca Tomassini, imprenditore e fondatore di Vetrya, si è presentato in Procura a Milano per un interrogatorio nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per i servizi digitali delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. L’indagine ipotizza un sistema di corruzione e turbativa d’asta che avrebbe favorito l’assegnazione dell’appalto alla sua azienda tra il 2020 e il 2021.

Accuse e ruolo dei principali indagati

Secondo le accuse, l’ex amministratore delegato della Fondazione Milano-Cortina 2026, Vincenzo Novari, avrebbe agevolato la nomina di Massimiliano Zuco come dirigente per facilitare l’assegnazione dell’appalto a Vetrya, in cambio di compensi economici e altri benefici. Nello specifico, tra il 2020 e il 2022, Zuco avrebbe percepito un compenso complessivo superiore a 857mila euro, oltre alla disponibilità di un’auto aziendale acquistata da Vetrya.

Gli investigatori del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza hanno inoltre rintracciato due fatture, per un totale di 22mila euro, che sarebbero state emesse da Vetrya per l’acquisto di “mappe digitali” da una società riconducibile a Zuco, senza che fosse specificata la natura esatta del servizio.

Interrogatorio e sviluppi dell’indagine

Accompagnato dal suo legale Giordano Balossi, Tomassini ha avuto un primo colloquio con l’aggiunto Tiziana Siciliano e con i pm Francesco Cajani e Alessandro Gobbis. Al termine dell’incontro, la difesa ha richiesto di rimandare un interrogatorio più approfondito nei prossimi giorni, prima della chiusura delle indagini prevista per metà marzo.

Un’inchiesta che si allarga: il nodo giuridico sulla Fondazione

L’inchiesta ha portato alla luce anche un filone legato a presunte assunzioni di persone vicine a esponenti politici. Un altro punto chiave riguarda la natura giuridica della Fondazione Milano-Cortina 2026: i pm la considerano un ente pubblico, mentre il governo, attraverso un decreto, e le difese degli indagati la classificano come un ente privato. Questa distinzione è cruciale per definire il perimetro delle eventuali responsabilità.

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