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Inchiesta Curve, Lucci: “Rapporti con dirigenti del Milan anche ai domiciliari”

Milano – Luca Lucci, ex leader della Curva Sud del Milan e attualmente detenuto, ha rilasciato dichiarazioni clamorose nel corso di un interrogatorio tenutosi il 27 marzo scorso nell’ambito del processo milanese che coinvolge diversi esponenti del tifo organizzato di San Siro. L’ex ultrà ha affermato di aver intrattenuto contatti diretti con dirigenti del Milan […]

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Milano – Luca Lucci, ex leader della Curva Sud del Milan e attualmente detenuto, ha rilasciato dichiarazioni clamorose nel corso di un interrogatorio tenutosi il 27 marzo scorso nell’ambito del processo milanese che coinvolge diversi esponenti del tifo organizzato di San Siro. L’ex ultrà ha affermato di aver intrattenuto contatti diretti con dirigenti del Milan anche durante il periodo di detenzione domiciliare, sostenendo che le prove sarebbero ancora presenti nel suo telefono personale.

Maxi processo curve: ipotesi di reati gravi

L’inchiesta della magistratura milanese ruota attorno a ipotesi accusatorie pesanti: associazione a delinquere, tentato omicidio, traffico di droga e gestione illecita della tifoseria organizzata. Lucci, che si è presentato davanti alla giudice per l’udienza preliminare Rossana Mongiardo, ha respinto le accuse e si è dichiarato pronto ad assumersi responsabilità personali, ammettendo in particolare episodi legati allo spaccio, ma negando qualsiasi profitto derivante dall’attività della curva.

“Io interlocutore del Milan per anni, anche a casa di Berlusconi”

Durante l’interrogatorio, Lucci ha voluto sottolineare i suoi stretti rapporti con la dirigenza del Milan, dichiarando: “Sono stato più volte a casa di Silvio Berlusconi, con lui si parlava di calcio, anche se avevamo idee politiche diverse”. Secondo l’ex capo ultras, questi rapporti erano funzionali alla gestione dell’ordine in curva e alla prevenzione di problemi all’interno dello stadio. “Il Milan sa bene dei nostri contatti: come può ora costituirsi parte lesa?”, ha commentato in merito alla decisione del club di costituirsi parte civile nel processo.

“La curva conosce tutti i segreti del Milan”

Lucci ha ricostruito il suo lungo percorso nel tifo organizzato: “Vado allo stadio da quando avevo 14 anni. Ho dedicato la mia vita al Milan”. Ha poi rivendicato il ruolo della curva nella quotidianità del club, citando episodi in cui i tifosi accompagnavano i giocatori dopo le serate in discoteca o si occupavano della sicurezza a Milanello. “Siamo sempre stati dentro la vita del Milan, anche se nell’ombra”, ha aggiunto.

Merchandising e coreografie: “Non abbiamo mai fatto bagarinaggio”

L’ex capo ultrà ha negato qualsiasi coinvolgimento della Curva Sud in attività di bagarinaggio, ma ha ammesso la gestione diretta del merchandising attraverso la vendita di articoli come magliette e felpe. Ha anche ricordato l’organizzazione di una costosa coreografia per omaggiare Berlusconi, finanziata direttamente dai gruppi del tifo.

Rapporti con la Digos e richiesta di confronto con il PM

Interessante anche il passaggio sui rapporti con le forze dell’ordine. Lucci ha parlato di un “rapporto di amore e odio con la Digos”, raccontando di interazioni operative durante partite a rischio. Ha poi concluso chiedendo apertamente di essere ascoltato dal pubblico ministero Paolo Storari: “Lo aspetto da sei mesi. È stato il mio PM numero uno a Milano… voglio rispondere direttamente a lui”.

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