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Investimenti digitali in crescita a Milano: la ricerca del PoliMi evidenzia un +1,5% previsto per il 2025

Milano – Nonostante le incertezze economiche, il panorama aziendale italiano conferma il digitale come pilastro strategico per la competitività. La ricerca condotta dal Politecnico di Milano prevede un aumento dell’1,5% nei budget ICT delle imprese per il 2025, consolidando un trend positivo che prosegue da nove anni. Le piccole e medie imprese (PMI) si distinguono […]

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Milano – Nonostante le incertezze economiche, il panorama aziendale italiano conferma il digitale come pilastro strategico per la competitività. La ricerca condotta dal Politecnico di Milano prevede un aumento dell’1,5% nei budget ICT delle imprese per il 2025, consolidando un trend positivo che prosegue da nove anni. Le piccole e medie imprese (PMI) si distinguono con incrementi rispettivamente del 3,7% e del 4%, mentre le grandi aziende mostrano una crescita più stabile.

Le priorità negli investimenti digitali: AI e Cybersecurity al centro

Le grandi aziende continuano a puntare sulla Cybersecurity (57%) e sulle soluzioni di Business Intelligence e visualizzazione dati, ma il 2025 segna un importante balzo in avanti per l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning, con il 43% delle organizzazioni che li indicano come priorità strategiche. Anche le tecnologie di Generative AI, al quinto posto con il 39%, registrano una crescita significativa.

Tra le PMI, la Cybersecurity si conferma al primo posto (31%), seguita dalla migrazione e gestione Cloud (25%) e dalle applicazioni di Industria 4.0 (24%).

Innovazione digitale: un tema strategico ancora sottovalutato

Il 92% delle grandi aziende ha inserito l’innovazione digitale nei propri piani strategici, ma solo il 5% la considera una leva centrale per la crescita. Circa la metà (56%) ha formalizzato una strategia dedicata, ma solo il 38% l’ha condivisa ampiamente all’interno dell’organizzazione. Le metriche consolidate per valutare l’impatto del digitale sono ancora poco diffuse, con un focus limitato a input e output economici di breve periodo.

Al contrario, sono poco considerati aspetti più ampi, come l’arricchimento della cultura aziendale, la diffusione delle competenze e il miglioramento dell’agilità organizzativa, che rappresentano fattori cruciali per una trasformazione duratura.

Collaborazione con startup e innovazione aperta: un trend in crescita

Nel 2024, l’88% delle grandi imprese italiane ha adottato pratiche di innovazione aperta, collaborando sempre più frequentemente con startup innovative (27%), università e centri di ricerca (31%), e società di consulenza (31%). Milano si conferma un hub privilegiato per queste sinergie, grazie alla sua rete di eccellenze accademiche e imprenditoriali.

Quasi la metà delle grandi aziende ha attivato collaborazioni con startup da oltre tre anni, sottolineando il crescente ruolo di queste ultime come motori di innovazione esterna.

Nuovi modelli di gestione dell’innovazione

Cresce l’adozione di modelli di innovazione diffusa: il 39% delle aziende ha creato una “Direzione Innovazione” interna, ma molte organizzazioni stanno promuovendo un approccio trasversale, con il 44% che ha istituito figure di Innovation Champion per coordinare le iniziative. Le principali sfide per le imprese rimangono l’allineamento tra innovazione e bisogni delle Business Unit (45%) e il coordinamento con le Funzioni aziendali per l’implementazione delle innovazioni (42%).

Verso una valorizzazione strategica dell’innovazione

“In un contesto economico incerto, le aziende italiane dimostrano una notevole resilienza investendo nel digitale per affrontare le sfide attuali e cogliere nuove opportunità di business,” commenta Alessandra Luksch, Direttore degli Osservatori Digital Transformation Academy e Startup Thinking del Politecnico di Milano. “Ora è fondamentale passare da un approccio sperimentale a una valorizzazione strategica dell’innovazione, includendo metriche che misurino l’impatto a lungo termine sulla cultura, le competenze e l’agilità organizzativa.”

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