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La Lombardia guida il Distretto unico della manifattura del Nord: al via il tavolo delle cinque Regioni

Prima riunione a Torino con Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Liguria. Il prossimo appuntamento il 23 ottobre a Milano.

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La regione con il maggior peso manifatturiero del Paese ha scelto di non muoversi più da sola. Guido Guidesi, assessore lombardo allo Sviluppo economico, ha portato la Lombardia nella "Cabina di Regia delle Regioni del Nord", il tavolo insediato a Torino insieme a Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Liguria per coordinare le politiche industriali dei cinque territori e presentarsi in modo compatto davanti al Governo e alla Commissione europea.


Con Guidesi siedono al tavolo Andrea Tronzano per il Piemonte, Massimo Bitonci per il Veneto, Vincenzo Colla per l'Emilia-Romagna e Alessio Piana per la Liguria. Il percorso era stato avviato il 30 giugno proprio a Milano, con una prima ricognizione dei dossier su cui le cinque amministrazioni stavano già lavorando separatamente.


Un distretto manifatturiero che parla con l'Europa


Dalla riunione nel Palazzo della Regione Piemonte è uscita la proposta di maggior portata: istituire un Distretto unico della manifattura del Nord, un soggetto in grado di interloquire direttamente con Bruxelles e con Roma e di incidere sulle scelte industriali in preparazione. Per la Lombardia, che concentra la quota più rilevante del valore aggiunto industriale italiano, si tratta di trasformare il proprio peso economico in capacità di indirizzo condivisa: nell'insieme le cinque Regioni generano oltre la metà del prodotto interno lordo nazionale.


L'agenda operativa mette a confronto dispositivi che ciascuna Regione ha sviluppato in autonomia. Nell'elenco compaiono le aree di accelerazione industriale, le Zone di Innovazione e Sviluppo, la Zona Logistica Semplificata e le Reti Innovative Regionali, oltre al rafforzamento delle filiere e alle misure di sostegno agli investimenti. Il confronto riguarda l'efficacia reale di questi strumenti, sia nell'attrarre nuovi insediamenti produttivi sia nel consolidare quelli già presenti sul territorio.


Credito e piccole imprese, il capitolo più sensibile


Il tema dell'accesso al credito occupa uno spazio autonomo nel lavoro della Cabina di Regia. Sul tavolo la moratoria dei mutui, il Fondo Centrale di Garanzia per le Pmi e l'insieme degli strumenti che dovrebbero assicurare condizioni di finanziamento adeguate in una fase in cui costo del denaro, investimenti e transizione industriale procedono intrecciati. La questione tocca da vicino il tessuto lombardo di piccole e medie imprese, che costituisce l'ossatura delle filiere regionali. Nello stesso capitolo rientrano le certificazioni di Pmi e filiere, considerate una leva per rafforzare qualità e affidabilità competitiva.


Innovazione: portare la ricerca dentro le fabbriche


Sul fronte tecnologico il ragionamento parte da una constatazione che riguarda in modo diretto l'area milanese e lombarda: la coesistenza di grandi gruppi, Pmi, università e centri di ricerca non si traduce automaticamente in trasferimento tecnologico. La questione posta dalle cinque Regioni riguarda proprio la capacità di far arrivare le nuove tecnologie nei processi produttivi, con effetti misurabili su produttività e competitività, e la possibilità di attrarre e trattenere competenze qualificate evitando la frammentazione degli interventi.


Aiuti di Stato e Ipcei, la partita a Bruxelles


Una parte del confronto riguarda le regole più che le risorse. Le Regioni chiedono di rivedere il regime degli aiuti di Stato, a partire dalla soglia del de minimis, e sollevano la questione del dimensionamento delle imprese: variabili che condizionano la possibilità di accompagnare le trasformazioni industriali. Nello stesso perimetro rientrano gli Ipcei, gli Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo di natura nazionale, dove una candidatura costruita a cinque risulta più solida di cinque proposte separate.


Il 23 ottobre si torna a Milano


Il prossimo passaggio è fissato per il 23 ottobre a Milano, in coincidenza con il World Manufacturing Forum. Da lì partirà la richiesta di incontri congiunti con il Governo e con la Commissione europea, mentre il "Decreto Imprese" annunciato per ottobre viene indicato come la prima occasione per portare all'esecutivo le proposte maturate al tavolo.


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