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Lavoro: presentato il Terzo Rapporto MHEO sugli sbocchi occupazionali dei laureati lombardi

Milano – L’Università Statale di Milano e l’Università di Milano-Bicocca hanno presentato il Terzo Rapporto del Milan Higher Education Observatory (MHEO), intitolato “Dopo la laurea: gli sbocchi occupazionali dei laureati lombardi”. Realizzato in collaborazione con Unioncamere, Almalaurea, Università di Pavia e Deloitte, il rapporto analizza le dinamiche occupazionali dei laureati a un anno e cinque […]

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Milano – L’Università Statale di Milano e l’Università di Milano-Bicocca hanno presentato il Terzo Rapporto del Milan Higher Education Observatory (MHEO), intitolato “Dopo la laurea: gli sbocchi occupazionali dei laureati lombardi”. Realizzato in collaborazione con Unioncamere, Almalaurea, Università di Pavia e Deloitte, il rapporto analizza le dinamiche occupazionali dei laureati a un anno e cinque anni dalla laurea, evidenziando tendenze, opportunità e difficoltà nel mercato del lavoro.

L’evento di presentazione si è svolto questa mattina presso la sede di Assolombarda a Milano e ha visto la partecipazione di figure istituzionali come la Rettrice dell’Università Statale di Milano, Marina Brambilla, Monica Poggio, Vicepresidente di Assolombarda con delega a Università e Capitale Umano, e Salvatore Torrisi, Prorettore dell’Università di Milano-Bicocca e coordinatore scientifico del progetto MUSA.

I numeri principali del Terzo Rapporto MHEO

Secondo i dati raccolti:

  • Contratti a tempo indeterminato in aumento: I laureati tra il 2017 e il 2023 mostrano un incremento del 7% nei contratti a tempo indeterminato.
  • Tasso di occupazione superiore alla media nazionale: I laureati lombardi registrano un tasso di occupazione più alto a un anno dalla laurea rispetto alla media nazionale.
  • Retribuzioni più alte in Lombardia: I laureati lombardi percepiscono retribuzioni superiori rispetto alla media nazionale. Ad esempio: i laureati di primo livello guadagnano in media 1.399 euro mensili. I laureati di secondo livello percepiscono 1.484 euro mensili, con un aumento del 3,6% rispetto alla media nazionale. A cinque anni dalla laurea, le retribuzioni medie superano gli 1.800 euro netti mensili, con un aumento del 4%.

Il divario tra domanda e offerta di competenze

Nonostante i risultati positivi, il rapporto evidenzia un crescente disallineamento tra le competenze richieste dalle aziende e quelle disponibili sul mercato. La difficoltà principale riguarda i profili con competenze STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), con oltre il 49% delle aziende lombarde che segnalano difficoltà nel reperire personale qualificato in questo ambito.

Secondo Unioncamere, nel 2023 il 45% delle imprese lombarde ritiene difficile trovare personale qualificato, con una percentuale ancora maggiore (49%) quando si parla di laureati.

Mobilità e prospettive di carriera

  • Mobilità interna vs internazionale: i laureati lombardi tendono a rimanere più frequentemente in Lombardia per motivi lavorativi, al contrario della media nazionale. Tuttavia, la mobilità internazionale è in crescita: il tasso di laureati lombardi che lavorano all’estero è aumentato dello 0,7% rispetto alla media nazionale, grazie a migliori prospettive di carriera e condizioni di lavoro all’estero.
  • Le competenze più richieste: le aziende ricercano sempre più figure con conoscenze digitali, competenze green e capacità di gestire processi di innovazione legati alla trasformazione digitale.

Le sfide del futuro

Come sottolineato durante la presentazione, il sistema universitario deve affrontare nuove sfide per allineare la formazione con le esigenze del mercato del lavoro. Secondo Salvatore Torrisi, la formazione dei giovani ricercatori, assunti spesso con contratti a tempo determinato per progetti PNRR, deve rappresentare una priorità strategica per il futuro del Paese.

Monica Poggio, Vicepresidente di Assolombarda, ha dichiarato: “Le competenze dei giovani laureati sono fondamentali per affrontare le nuove sfide economiche, come l’innovazione, la sostenibilità e la trasformazione digitale. È essenziale promuovere collaborazioni sempre più forti tra università, istituzioni e imprese”.

Un osservatorio per comprendere dinamiche e bisogni

Il MHEO, attraverso l’analisi di dati come le comunicazioni obbligatorie (COB) del Ministero del Lavoro e questionari Almalaurea, offre un quadro chiaro e approfondito della situazione occupazionale dei laureati. L’approccio metodologico integrato consente di comprendere meglio la capacità delle università lombarde di rispondere alle esigenze di un mercato del lavoro sempre più dinamico e tecnologico.

Musa e innovazione sociale

Il rapporto rientra all’interno del progetto MUSA – Multilayered Urban Sustainability Action, finanziato con fondi europei (NextGenerationEU, PNRR), con l’obiettivo di creare innovazione sociale e nuovi ecosistemi per la sostenibilità urbana. La collaborazione pubblico-privata rappresenta quindi un modello di analisi chiave per favorire l’inclusione sociale e l’inserimento dei giovani laureati nel mercato del lavoro.


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