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Licenziata dopo il tumore: la storia di Rosaria scuote Milano, Nidil CGIL denuncia discriminazione

Dopo 46 mesi di lavoro a Recuperator, Rosaria, reduce da un tumore, viene lasciata a casa. Nidil CGIL chiede interventi contro la discriminazione.

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La vicenda di Rosaria Ferro, 55 anni, separata e madre di un figlio, ha acceso i riflettori sulla tutela dei lavoratori in somministrazione. Dopo 46 mesi di lavoro continuativo presso Recuperator S.p.A., azienda del gruppo CAREL a Rescaldina (MI), Rosaria viene lasciata a casa nonostante abbia appena superato un grave carcinoma al seno. Un caso che contrasta con il recente riconoscimento ricevuto dal gruppo CAREL come uno dei “Best Employers 2026” per la qualità dell’ambiente di lavoro e le opportunità di crescita.

La carriera di Rosaria e la malattia

Rosaria era stata assunta tramite un’Agenzia per il Lavoro il 18 gennaio 2022. Dopo un anno, il 1° gennaio 2023, l’azienda chiede di trasformare il rapporto in contratto a tempo indeterminato. All’inizio del 2025, Rosaria scopre di avere un carcinoma al seno: si sottopone a intervento chirurgico e radioterapia. Rientra al lavoro l’11 giugno, con limitazioni, e l’INPS certifica il diritto a due ore di permesso giornaliero fino a giugno 2026.

Licenziamento ingiustificato

Nonostante la ripresa regolare delle sue attività, ai primi di settembre l’Agenzia per il Lavoro comunica che la missione terminerà il 4 novembre 2025, invocando la “mancanza di lavoro”. Una giustificazione contestata da Nidil CGIL: poco dopo, l’azienda assume sei nuovi lavoratori, tre nel reparto in cui operava Rosaria.

“Si tratta di un chiaro tentativo di allontanare una lavoratrice ridotta temporaneamente nella capacità lavorativa a causa di una malattia grave”, denuncia Nidil CGIL Ticino Olona.

Le tutele mancanti per i somministrati

A differenza dei dipendenti diretti, i lavoratori in somministrazione non godono delle stesse garanzie: anche con contratto a tempo indeterminato, possono essere lasciati a casa dall’azienda utilizzatrice senza giustificazione. Nel 2024, nella sola area di Milano e Monza, erano 78.788 le persone in somministrazione.

La denuncia di Nidil CGIL

Con l’assenso di Rosaria, Nidil CGIL Ticino Olona e Lombardia hanno deciso di:

  • rendere pubblica la vicenda;
  • chiedere al Comitato Etico del gruppo CAREL di verificare la coerenza del comportamento con il proprio codice etico;
  • sollecitare la Consigliera di Parità della Regione Lombardia a valutare la correttezza della condotta aziendale.

“È una discriminazione inaccettabile, che colpisce una donna coraggiosa e dedita al lavoro”, sottolinea Nidil CGIL, chiedendo maggiore tutela per chi lavora in somministrazione.

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