Lombardia, i dazi americani minacciano la crescita economica: proiezioni negative per il PIL regionale
Le previsioni della ricerca condotta da CNA Lombardia e Centro Studi Sintesi Milano – I dazi imposti dagli Stati Uniti stanno suscitando preoccupazioni crescenti nell’economia lombarda. Secondo le ultime proiezioni, la Lombardia potrebbe vedere una contrazione del PIL a causa di una guerra commerciale regionale. Con un impatto particolarmente forte nei settori più esposti all’export […]
Le previsioni della ricerca condotta da CNA Lombardia e Centro Studi Sintesi
Milano – I dazi imposti dagli Stati Uniti stanno suscitando preoccupazioni crescenti nell’economia lombarda. Secondo le ultime proiezioni, la Lombardia potrebbe vedere una contrazione del PIL a causa di una guerra commerciale regionale. Con un impatto particolarmente forte nei settori più esposti all’export verso gli Stati Uniti. Le previsioni suggeriscono una riduzione del PIL lombardo dello 0,3% nel 2025, dello 0,6% nel 2026 e un ulteriore calo dello 0,6% nel 2027.
Le conseguenze dei dazi per l’economia regionale
Il comparto economico lombardo risulta particolarmente vulnerabile a causa della sua forte dipendenza dall’export verso gli Stati Uniti, con Milano che si conferma il principale polo di esportazione regionale. Secondo Confindustria Lombardia, nel 2024 l’export verso gli USA ha raggiunto i 13,72 miliardi di euro, segnando una diminuzione del 3,5% rispetto al 2023. Le aziende lombarde più esposte ai dazi sono quelle che operano nei settori delle bevande (29,9% di quota export), pelletteria (15%), farmaceutica (14,3%), mobili (12,5%) e abbigliamento (10,9%).
Le previsioni del Centro Studi Sintesi
Una ricerca condotta da CNA Lombardia, in collaborazione con il Centro Studi Sintesi, ha analizzato gli effetti di un’ipotetica guerra commerciale regionale, che potrebbe derivare dall’introduzione di dazi più severi da parte degli Stati Uniti e da risposte simili da altre nazioni. L’analisi prevede una contrazione del PIL globale, con impatti significativi nell’area euro e negli Stati Uniti. Importanti ripercussioni anche sulla Lombardia, dove l’export verso gli USA incide notevolmente sul PIL regionale.
Le implicazioni per le imprese lombarde
Con l’inasprimento delle politiche commerciali statunitensi, molte imprese lombarde potrebbero essere costrette a rivedere le proprie strategie di internazionalizzazione. Se da un lato alcune aziende potrebbero cercare di diversificare i mercati di riferimento per ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti, dall’altro si teme che un rallentamento delle esportazioni porti a una diminuzione della produzione e, di conseguenza, dell’occupazione in settori cruciali per l’economia regionale.
Le preoccupazioni di CNA Lombardia
Giovanni Bozzini, Presidente di CNA Lombardia, ha espresso preoccupazione per le conseguenze di questa escalation commerciale. “Le imprese rischiano danni duraturi al proprio posizionamento competitivo. Il nostro territorio non deve perdere canali relazionali internazionali e una vocazione all’export che qualifica molta della nostra produzione. La tensione commerciale globale deve essere gestita con estrema razionalità per evitare danni irreparabili.”
Stefano Binda, segretario di CNA Lombardia, si chiede se le misure neo-protezionistiche adottate dagli Stati Uniti possano trovare un momento di moderazione e se gli effetti di tali politiche siano stati valutati appieno. “Non vogliamo che le nostre imprese subiscano un nuovo tsunami economico, dopo le difficoltà causate dalla pandemia e dalla guerra russo-ucraina.”