Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n°278 dell’11/10/2017) – Organo ufficiale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano

Lombardia, l’appello dei Sindacati edili: “Fermare cantieri e cave sopra i 35 gradi per tutelare la salute dei lavoratori”

Milano – Le sigle sindacali Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil lanciano un appello urgente a Regione Lombardia: serve un’ordinanza regionale che sospenda le attività nei cantieri e nelle cave quando le temperature superano i 35 gradi. Una richiesta motivata da un’emergenza che si rinnova ogni estate e che quest’anno si è già tragicamente concretizzata in più […]

Di

Milano – Le sigle sindacali Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil lanciano un appello urgente a Regione Lombardia: serve un’ordinanza regionale che sospenda le attività nei cantieri e nelle cave quando le temperature superano i 35 gradi. Una richiesta motivata da un’emergenza che si rinnova ogni estate e che quest’anno si è già tragicamente concretizzata in più vittime.

Due operai morti in un giorno: la richiesta di un intervento immediato

La proposta dei sindacati arriva dopo una giornata nera per la sicurezza sul lavoro, con due decessi registrati lunedì mattina in cave lombarde: una a Botticino (Brescia) e una a Faloppio (Como), dove hanno perso la vita due lavoratori di 53 e 57 anni. Nello stesso giorno, a Lodi, un geometra di 49 anni è rimasto gravemente ferito in un incidente in cantiere. “Non possiamo accettare che il lavoro in condizioni estreme diventi una condanna”, affermano i sindacati in una nota congiunta.

Emergenza sicurezza: già oltre 10 vittime nei primi mesi del 2025

Il comparto delle costruzioni si conferma tra i più colpiti. Secondo i dati diffusi dalle tre sigle sindacali, sono già più di 10 i decessi sul lavoro nel settore edile nei primi mesi del 2025, dopo che il 2024 si era chiuso con 21 morti complessive. Le cause? In gran parte legate al caldo estremo, alle condizioni di sicurezza carenti, e alla scarsa vigilanza soprattutto nei siti più piccoli e isolati.

“I cantieri e le cave sono tra i luoghi più vulnerabili durante le ondate di calore”, sottolineano i rappresentanti di Feneal, Filca e Fillea. Le alte temperature aumentano il rischio di malori improvvisi, affaticamento, disattenzione e incidenti legati all’utilizzo di macchinari complessi. Inoltre, in molte cave più isolate, i soccorsi arrivano in ritardo a causa della difficile accessibilità.

Formazione, sorveglianza e stop al lavoro solitario

Oltre alla richiesta dell’ordinanza per lo stop delle attività in caso di caldo eccessivo, i sindacati invocano maggiori controlli e formazione continua per i lavoratori, in particolare sul fronte della sicurezza nelle alte temperature. Una delle misure chiave proposte è vietare il lavoro individuale nei contesti più critici e assicurare la presenza di personale preparato per gestire situazioni di emergenza.

Un appello alla Regione Lombardia: “Serve un atto concreto, non solo buone intenzioni”

Le stesse sigle avevano già avanzato la medesima proposta alla Regione nel 2024, senza però ottenere risposta. Ora tornano a insistere: “Il caldo non è più un imprevisto, è una condizione prevedibile e ricorrente. Servono misure preventive e vincolanti. Un’ordinanza regionale che sospenda le attività nei momenti più critici può salvare vite umane”. L’auspicio è che le autorità regionali ascoltino il grido d’allarme, prima che altre tragedie si ripetano.

Condividi questo articolo

Altre notizie